L’agriturismo 4A a Caporciano (AQ)

Sperimentare la cucina di Marina Battistella all’Agriturismo 4A di Caporciano dovrebbe essere una voce di rilievo nel decalogo della gastronomia aquilana.
Si curiosa fra gli oggetti insoliti collezionati dai proprietari, fra cui una quantità di teiere meritevole di costituire un museo tutto per sè.
Si mangia bene.
Si paga poco.
Si esce satolli.

Ma soprattutto si sperimentano nuovi abbinamenti, sapori insoliti, gusti intriganti.
Il menu è fisso, ma c’è grande attenzione per le intolleranze alimentari.
Mangiare all’agriturismo 4A significa affidarsi.
Tra una decina di antipasti diversi, due primi, due secondi, due dolci e una quantità impressionante di liquori ci sarà sicuramente qualcosa che solleticherà il palato, qualcosa che appassionerà e, certo, anche qualcosa che ci ripugnerà.
Fa parte del gioco.
La nostra girandola di antipasti si apre con un formaggio fresco accompagnato da marmellata di fiori di tarassaco.

La crostata di santoreggia dell’Agriturismo 4A di Caporciano

Poi, lonzino e zucchine sott’olio.
Ad accompagnarlo, pani appena sfornati dai diversi colori: il bianco della farina, il giallo dello zafferano, il nero del carbone vegetale.
Seguono pomodorini ripieni di ricotta o di prosciutto crudo, buonissimi.

Bocconcini di salsiccia

L’apice si raggiunge, a mio avviso, con i bocconcini di salsiccia in crosta, un sempreverde dell’agriturismo 4A, insieme all’altra grande specialità: la crostata di santoreggia, una meraviglia di gusto e croccantezza che da sola varrebbe un pranzo.

E ancora, ecco qualche cucchiaiata di riso venere e, subito dopo, fiori di zucca ripieni, anzi strabordanti di ricotta fresca che mi consolano di un orribile uovo di quaglia lesso.

Un buon pezzo di pizza parrebbe prepararci al commiato.
Marina Battistella, però, ha un alleato ai limiti della legalità: il fuoco verde, alcool a 80 gradi aromatizzato con una base di zafferano.
Si tratta di una pozione magica che manda a fuoco tutto l’apparato digerente ma resetta lo stomaco e ne azzera lo stress.

Il fuoco verde dell’agriturismo 4A

Dopo esserci ripresi dallo shock, siamo tornati con rinnovato interesse a curiosare fra i vassoi.

Chitarra di solina ai formaggi

Abbiamo apprezzato abbastanza la chitarra (sottile) di solina ai quattro formaggi, che ha avuto molto più successo delle fettuccine al ragù.
Il gusto, però, è tornato ad impennarsi con i due ottimi secondi: spezzatino di pollo alle spezie e maiale al lime e pepe verde.
Hanno chiuso il ricco parterre la torta della casa, ancora calda, e il gelato, iscritto in una cialda squisita di produzione propria.
L’alcool torna ad essere una necessità.
All’agriturismo 4 A sono offerte ben sette possibilità: liquore al basilico, genziana, albicocche sotto grappa, ratafia, zuccherini al mirto o allo zafferano o alle rose.
La mia prima volta all’agriturismo 4 A risale ad oltre vent’anni fa, quando, giovane di belle speranze e di patrimonio tendente allo zero, al susseguirsi di tante portate diverse cominciai a tremare pensando al conto…né mi tranquillizzava il fatto che il locale fosse stato proposto da un amico nettamente più benestante di noi.
Allora rimasi piacevolmente stupita dalla cifra irrisoria, ma anche adesso i 20 euro richiesti per questo vario e squisito menu fisso mi sembrano più un rimborso spese che un compenso adeguato.

Aggiornamento 29/7/2018: Tutto confermato. Eravamo in nove e siamo usciti tutti entusiasti.

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