Anime di vetro di Maurizio De Giovanni (33/2015)

Anime di vetroSono Anime di vetro.

Sono creature fragili, che soffrono cercando di non soffrire e quanto più si sforzano di evitare per sé e per i cari angosce e tormenti tanto più li infliggono agli altri e a loro stessi.

Sono falene attorno alla candela e palpitano e bruciano come nella canzone popolare che è il motivo conduttore della storia.

Maurizio De Giovanni li ha radunati tutti, i suoi personaggi.

È addirittura andato a riprendere la contessa Bianca dalle pagine della silloge einaudiana Giochi criminali.

A ognuno di loro ha chiesto conto della vita che ha donato.

“Sei felice?” ha chiesto.

No” hanno risposto angosciati quelli che si tormentano nell’indecisione o nell’ossessione.

” hanno risposto ridendo quelli che vivono la vita senza investigarla.

E a tutti Maurizio De Giovanni ha dato una seconda possibilità.

Il caso, il cold case che distoglie Ricciardi dal suo lutto, sembra scivolare in secondo piano rispetto alle giravolte emotive dei protagonisti seriali. Quando poi, a metà libro, prende finalmente il volo, trascina vorticosamente il lettore in un mondo di passioni che sembravano sopite e che scuoteranno il commissario Ricciardi al punto da rivoluzionare la sua stessa esistenza.

È difficile che un romanzo storico grondi attualità: Anime di vetro, scritto proprio nei giorni in cui sui media si combatteva una battaglia di dignità e uguaglianza, palpita di quei valori che, negati durante il regime fascista, sono ribaditi con forza proprio dalla percezione del contrario.

Torna il sereno dopo le fiamme estive.

È settembre, la memoria del caldo, la promessa del freddo, anche per Enrica, per Livia, per Luigi Alfredo. Lo è anche per Maurizio, l’autore, che dà sfoggio qui anche della sua anima allegra, guappa, partenopea.

I siparietti tra Maione, il brigadiere tutto d’un pezzo, e Bambinella non sono tanto funzionali alla trama quanto all’umore. E far ridere pur raccontando con serietà e umana compartecipazione un mondo privo di centro di gravità è una magia che solo a Maurizio De Giovanni riesce così bene.

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook.

Su Maurizio De Giovanni leggi anche le recensioni a Il resto della settimana, Gelo per i bastardi di Pizzofalcone, Una lunga notte

Precedente Quando il mondo era in ordine di Isabella Bossi Fedrigotti (32/2015) Successivo L'hotel Ganimede a Sperlonga