Azzinano (TE), il paese dei giochi di una volta

WP_20150606_033Azzinano di Tossicia, il regno dei pittori naifs.

Fino al 2001 era paese fra i paesi e al turista, che magari si era perso sulla strada per San Gabriele, offriva solo l’aria buona e il verde del parco del Gran Sasso.

Ad Azzinano, però, ha il suo buen retiro un’artista naif, vivace e volitiva: Annunziata Scipione, faro e polo attrattivo per altri pittori anarchici come lei, che non cedono alla tirannia di un’arte codificata e si lasciano piuttosto ispirare dal guizzo estemporaneo e dall’empito creativo.WP_20150606_030

È sua, è loro, è parto collettivo di questo gruppo ispirato l’idea di ritrarre sui muri delle case scene di vita rurale come fotografia di un passato che non torna.WP_20150606_014

Anzi, per evitare la malinconia, per sopire polemiche fra conservatori e modernisti, per quel gusto del gioco che svela dietro le rughe e le palpebre pesanti dell’artista il fanciullino che fu, si è deciso di circoscrivere ulteriormente il tema e dipingere solo i giochi dei bambini.

Giochi di contado (Alessandra Puppo): uno dei primi affreschi (2001), quando ancora non era stata stabilita la tematica. Le bimbe sono state aggiunte in seguito
Giochi di contado (Alessandra Puppo): uno dei primi affreschi (2001), quando ancora non era stata stabilita la tematica. Le bimbe sono state aggiunte in seguito

E per i murales già fatti?

Semplice: è bastato aggiungere l’allegria dei bimbi sullo sfondo di quelle scene dal passato.

La magia di Azzinano è questa: la spensieratezza ritratta nei murales viene telepaticamente captata dai turisti, che ritrovano in sé entusiasmi ed energie per ispezionare l’intero paese alla ricerca di un particolare insolito che dia la stura ai ricordi degli anziani e ali alla fantasia dei piccoli.

Quando la playstation non c’era, il divertimento non mancava ed era corale: in ogni muro sono ritratti con colori vivacissimi nugoli di bambini a popolare le piazze.

Il telefono senza fili (Amedeo Marchetti)
Il telefono senza fili (Amedeo Marchetti)

Gli stili pittorici sono diversissimi, ma l’insieme è straordinariamente armonico. Il progetto è in fieri e, nonostante i rallentamenti causati dal terremoto, non si arresta: proprio oggi abbiamo scoperto in un angolo un murale in costruzione: il telefono senza fili di Amedeo Marchetti.

Ognuno di noi ha una scena preferita. Io adoro, ad esempio, l’irriverenza di Caccia ai grilli, sempre del Marchetti, che cristallizza un bimbo nell’atto di innaffiare con un getto di urina il malcapitato insetto. Mi piace la leggiadria della signorinella che salta, capelli al vento, giocando alla campana in La cambena di Carmen Crisafulli. Mi stupisce la levità delle Bolle di sapone di Salvo Caramagno, che va a impreziosire una villa già di suo molto bella.

C’è democraticità anche nella scelta delle case da abbellire: i murales donano nuova luce alla bicocca e alla villa signorile, agli angoletti e alle piazze.WP_20150606_024

Addirittura, sotto la finestra di una casa semidiruta, che all’interno guarda il cielo, un artista pietoso ha disegnato un cordino di panni stesi a ricordarci che quel rudere un tempo ospitò bambini e riecheggiò di risa.WP_20150606_028

In un paese così bello deve tornar la vita.

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