I mercatini di Natale di Basilea

Basilea non ha nulla di regale.
Al contrario, è una città a misura d’uomo, silenziosa di notte, vitale di giorno, ordinata nel traffico e negli arredi urbani, funzionale e futuristica al di là del Reno, commerciale e artistica nel centro storico.
Sono riuscita ad entrare solo nella cattedrale, ipnotizzata dalla magnificenza della facciata.
Tornerò a visitare i musei e le bellezze artistiche.
Stavolta l’obiettivo dichiarato erano i frequentatissimi mercatini di Natale.

Basilea sa restituire a chi la ammira un entusiasmo bambino.
Tutti, proprio tutti, sorseggiano vin brulè da strane tazze a tema natalizio.
Tutti, proprio tutti, acquistano wurstel giganti cotti alla brace e consegnati in mano all’acquirente, senza vassoio e senza pane.
Il cibo è il tema centrale: anche le statue di Babbo Natale, onnipresenti in ogni dimensione, si adeguano al target ed esibiscono birrette e salsicciotti.
Al mercatino di Basilea, poi, non mancano costruzioni anche ardite, come la torre rotante da cui si affacciano personaggi sacri: dati il tema, la possenza e la contiguità alla chiesa avevamo inizialmente pensato che fosse una struttura fissa.
Nei loro chioschetti, i negozianti si specializzano: di norma hanno un solo prodotto, ma in tutte le fogge.
Neanche a dirlo, non esistono abusivi con mercanzie di scarto avvoltolate alla meno peggio in lenzuola di fortuna. I musicisti ai crocicchi delle strade, addirittura, sono dei professionisti, veri e propri artisti di strada, e non improvvisatori molesti a caccia di elemosina come spesso capita da noi.
Eppure, quasi a contrastare l’abbondanza di chincaglieria, le vetrine dei raffinati brand del centro si concentrano su pochissimi oggetti enfatizzati da decorazioni concettuali che sono opere d’arte di per sé.

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