La pizzeria steak-house La bisaccia di Sperlonga (LT)

WP_20150515_025WP_20150515_023Abbiamo scelto La bisaccia, pizzeria e bisteccheria di Sperlonga posizionata in lieve pendenza su una traversa del lungomare, attratti, come ragazzini, dall’insegna in Technicolor.

L’idea di modernità suggerita dall’esterno si è stemperata subito: il locale è piuttosto classico, con tanto di mosaico all’ingresso e pareti piastrellate all’interno.

La sala ampia, il servizio celere e cordiale, le stoviglie curate sono quelli di un ristorante tradizionale; i grandi televisori appesi alle pareti e sintonizzati su video musicali (fortunatamente italiani e sussurrati, non urlati come nel malvezzo dei discopub) e l’ampia scelta di birre e vino nel menu sono invece di impostazione più moderna.WP_20150515_027

Nelle intenzioni, ci sarebbe piaciuta una tagliata di angus, ma il forno a legna maiolicato a vista ci ha invogliato alla pizza.

Ci siamo pentiti subito, quando le prime bistecche sono giunte ai tavoli vicini, ma ormai il danno era fatto e, in men che non si dica, ci siamo trovati ad invidiare gli astanti che si godevano quei superbi pezzi di carne.

Io avevo chiesto una pizza salamino (con mozzarella di bufala e salame dolce) senza neppure far caso al fatto che fosse rubricata fra le “lunghissime”.WP_20150515_020

Mi è arrivato una sorta di calzone (sulla costa di Ulisse, mi sembra più frequente che da noi l’abitudine a rinchiudere il condimento fra due lembi di pasta) lungo e stretto a mo’ di clava, impiattato fra quattro fettine di salame e una spruzzata di buon olio: piuttosto saporito, sicuramente, ma finito in cinque o sei bocconi.

Famelica io o piccola la pizza? Probabilmente entrambe le cose.

La pizza di Marco, tradizionalmente ai funghi, concepita secondo la scuola napoletana, quindi alta e doviziosamente condita, ha resistito almeno un quarto d’ora più della mia prima di arrrendersi all’ultimo morso.

Dispettoso lui o enorme la pizza? Propendo nettamente per la prima ipotesi.WP_20150515_021

Niente dolce: venendo ero rimasta colpita da un’insegna sul lungomare che pubblicizzava bombe calde dopo le 20.30 e morivo dalla voglia di assaggiarle.

Abbiamo pagato, dunque, i 18,50 euro complessivi a La bisaccia, contenti del prezzo onesto che, in luogo di mare, non è banale, e ci siamo diretti nel bar agognato. Niente da fare, non è stagione, i turisti non arrivano e le bombe non si fanno.

Tutta la mia simpatia va agli abitanti di Sperlonga, costretti a vivere in una sorta di giardino di Tantalo per almeno nove mesi l’anno.

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