Cannes (Francia)

Passeggiando per Cannes, pensavo al famoso incipit del pezzo che Giorgio Bocca scrisse su Vigevano: “Fare soldi per fare soldi per fare soldi. Se esistono altre prospettive, chiedo scusa, ma non le ho viste“.
Si va a Cannes per vedere e per essere visti, per ostentare abiti e per acquistare gioielli.
La principale attrattiva del posto è chi lo frequenta, in un cortocircuito comune alle località più esclusive del pianeta.
Noi eravamo, mi si perdoni l’irresistibile gioco di parole, “poveri in Cannes”.
E avevamo, in questo, un nostro ruolo specifico.

I sognatori che raccolgono polvere di stelle sono le comparse che danno forza ai protagonisti.

La natura a Cannes

Più che gli yacht, più che le vetrine, più che l’elegante passeggio, noi eravamo lì, in maniera un po’ eccentrica, ad ammirare il mare guardando le Alpi, a godere cioè di quel che la Natura ha donato gratuitamente a tutti e l’uomo ha preservato nella capitale del cinema.
Perfino la spiaggetta contigua al porto vantava una pulizia impeccabile, dimostrando con i fatti che un ottimo depuratore può donare acque cristalline anche ai luoghi più frequentati.
Pur sapendo che un qualunque autobus di linea ci avrebbe permesso di godere di una vista panoramica su Cannes, abbiamo ceduto alle malie di un trappolone per turisti: il trenino, che compie un percorso senza fermate dal porto alla città vecchia.

Glamour a Cannes

Percorrendo la Croisette, il lunghissimo lungomare di Cannes su cui si affacciano edifici sontuosi di un’eleganza antica, mai passata di moda, l’audioguida si inebriava magnificando il Carlton, il Majestic e gli altri hotel che sono attrazioni prima ancora che ricettività.
La nostra attività di pessimi fotografi si è interrotta quasi subito: fitti palmizi, infatti, hanno reso difficilissimo inquadrare le attrazioni.
Esonerati, così, dall’obbligo di immortalare ogni istante della propria vita, che pare aver contagiato tutto l’Occidente, ci siamo goduti la piacevole scoperta di una città dalla doppia anima.

Il centro storico
L’antico centro storico, con il campanile dal bell’orologio e le viuzze strette ancora animate dal commercio in strada, ha ritmi, luci e odori totalmente diversi da quelli, scintillanti, che hanno reso la Croisette l’epicentro del cinema europeo.
Ed è un invito alla scoperta della Provenza più autentica che, spero, non resterà inascoltato.

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Nella pagina “I luoghi che ho visto” troverai tutti i luoghi che ho raccontato sul blog.

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