Il castello di Ortona (CH)

WP_20150426_008Quando il sole scalda e il mare culla, il cast di Ortona sembra davvero un’oasi di pace.

Ed effettivamente, fra quelle mura che suggerirebbero scenari bellici, non c’è mai stata guerra.

Dalle feritoie che merlettano i bastioni non è stato sparato un solo colpo di cannone.WP_20150426_053

Anzi, i cannoni richiesti a Napoli dagli ortonesi si sono arenati fra le pieghe della burocrazia nel carteggio con gli altri centri abruzzesi e ad Ortona non sono mai arrivati.

Erano cambiati i tempi del resto: gli ortonesi, che, forti del loro controllo su uno dei pochissimi porti naturali sull’Adriatico, vissero di pirateria fin quasi al Cinquecento, avevano adottato uno stile di vita molto più pacifico, dopo che, in seguito all’ennesima razzia, la Serenissima era intervenuta a distruggere il porto ed umiliare la popolazione.

Il fortilizio nacque su concessione del re di Napoli e su autotassazione dei cittadini come strumento di difesa più che di offesa.

Cunicoli segreti, del resto, avrebbero permesso la fuga fin fuori le mura di Ortona agli assediati, ma di assedi non ce ne furono.

E allora perché solo tre delle quattro pareti sono conservate?

Perché l’interno, a cielo aperto, mostra, nonostante il restauro recente (ottenuto con gli introiti del lotto del mercoledì), non le stanze, ma quel che ne resta?

Un castello a precipizio sul mare
Un castello a precipizio sul mare

Mario Cesari, la guida che ci ha accompagnato in questo primo giroborghi, ci svela che neppure i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale danneggiarono il castello.

Fu una frana nel 1946 a farne precipitare una parte in mare, quel mare che oggi, calmo e suadente, colora il panorama e rende unica la visita al castello di Ortona.

L'interno
L’interno

L’interno,reso open space dalla tirannia del tempo, non affascina, ma stimola più di una riflessione sul contrasto fra l’architettura militare delle stanze al piano terra e quella civile che sembrerebbe intuibile nelle finestre dei piani nobili.

La fusione armoniosa con il verde del parco, col blu del mare, con l’ocra della città subordina la possanza alla bellezza e rende il castello di Ortona un posto ameno, fruibile, incantevole.

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