L’infiorata di Castelluccio di Norcia (PG)

wp_20160710_011Non scrivo con serenità di Castelluccio di Norcia.
La mente si ribella all’idea di celebrare la forza della natura proprio nei giorni in cui essa si fa matrigna per la popolazione appenninica di queste terre di confine, divise fra Umbria, Marche, Lazio, ma unite dalla via Salaria e da un comune sentire montanaro.
Le mani invece mi scorrono sulla tastiera, quasi a fermare su byte immagini di bellezza più potenti di quelle desolate che riempiono i telegiornali in questi giorni di scosse e paure.
Non scrissi dell’infiorata di Castelluccio di Norcia all’indomani della mia visita al regno dei fiori e dei colori e non me ne chiesi il perché.
Adesso le risposte che ieri non cercai si affollano alla mente.

Non ne scrissi perché una giornata a passeggio nella piana meravigliosa, striata da migliaia di fiori e calcata da altrettanti piedi, è per noi più un rito di passaggio che prelude all’estate che una gitina estemporanea.
Ed è difficile distillare il fascino di ciò che è noto.wp_20160710_027
Si aggiunga che la passeggiata del 2016 è stata funestata da nuvolaglie e acquazzoni, che hanno tolto luce alle foto, ma non al luogo, e non hanno comunque fermato i camperisti e i motociclisti che a stormi hanno invaso la strada e i parcheggi improvvisati fra i campi da un Comune avido di ticket spropositati.
Le mie povere foto, buie e popolate di teste più che di fiori, sono state costantemente umiliate dal confronto con gli scatti meravigliosi con cui gli amici hanno immortalato quel momento transeunte e bellissimo in cui la terra dona fiori prima di saziarci di frutti.20160710_154152
L’infiorata di Castelluccio di Norcia dura un mese in un periodo variabile fra giugno e luglio ed è monitorata da webcam che permettono di programmare il viaggio in modo che coincida col momento di massima fioritura dei propri fiori preferiti.
Si arriva dopo un lungo tragitto fatto di salite e tornanti e il fiato si spezza quando, sulla sommità del crinale, compare questo altipiano sterminato, colorato a fasce ora blu, ora viola, ora rosse, ora gialle.
Ad ogni striscia corrisponde un prodotto.
I contadini recintano quanto possono quelli che per loro sono orti e per noi set fotografici, ma non tutti si contentano di percorrere i comodi sentieri che consentono una immersione magica  in un mondo fatato di profumi e colori.wp_20160710_008
Negli anni abbiamo invitato alla piana di Castelluccio di Norcia diverse persone. La reazione è stata unanime: forte scetticismo iniziale (“cento chilometri per vedere un po’ di fiori?”), cedimento di fronte alla promessa di una tappa alle norcinerie di Norcia, espressioni stupefatte all’arrivo, entusiasmo e felicità al termine della giornata.
Su un colle, glabro come muschio, la foresta Italia, concepita nella forma inconfondibile della nostra penisola, ci ricorda che Castelluccio di Norcia è un’eccellenza italiana da preservare e proteggere.

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