Tour in 4×4 alle cave di Fantiscritti (MS)

WP_20150721_015Ai miei occhi l’escursione in fuoristrada alle cave di Fantiscritti, nel regno di marmo delle Alpi Apuane, assumeva sempre più i contorni sfumati del sogno.

Per quanto consultassi Google, per quanto inviassi email, non trovavo risposte soddisfacenti.

Prezzi inavvicinabili, innanzitutto.

Poi, orari scomodi.

Infine la beffa di passare a pochi metri da Colonnata, la patria del lardo, senza assaggiare neanche un panino.

Alla fine, abbiamo osato.

Se il fuoristrada non viene da noi, ci siamo detti, saremo noi ad andare nelle cave, almeno fino al punto in cui ci supporteranno buonsenso e viabilità.WP_20150721_016

E così siamo partiti, senza meta e senza illusione.WP_20150721_010

Ad ogni curva che ci avvicinava al cuore della montagna cresceva l’emozione, ad ogni affaccio in un mondo fatto di marmo, tra ponti romani perfettamente conservati e gallerie di un bianco abbagliante, ci sembrava di aver raggiunto l’obiettivo.

Passavamo intrepidi per le strade che avevamo ammirato a naso all’insù qualche minuto prima, tra camion di ogni grandezza; attraversandole non ci sembravano più così impervie né così in pendenza.

E siamo arrivati alle cave di Fantiscritti, il non plus ultra.

Mentre Marco parcheggiava, mi sono avvicinata ad un gruppo dal look avventuroso: erano tutti pronti per un’escursione di cinquanta minuti sulle vette marmoree.

Solo dieci euro? Partenza immediata su fuoristrada?

Evviva!

Marco, uscendo dal parcheggio, mi ha visto già con un elmetto in testa e uno in mano, un giacchino da Camel Trophy assolutamente incongrua su un vestito rosso e un sorriso felice.WP_20150721_007

Grazie alla mia mole ho conquistato il posto accanto all’autista, che era anche il titolare della Carrara Marble Tour e che ho subissato di domande, almeno quando non mi ha zittito la paura.

Finalmente abbiamo conquistato la vetta: ci ha dato il benvenuto un panoramaWP_20150721_014 indimenticabile.

Le Alpi apuane, meravigliosamente bianche, digradavano verso il mare: la Versilia, non troppo lontano, la Liguria a perdita d’occhio e, vicinissimi, il porto, le navi da carico, il futuro.

L’orgoglio e la soddisfazione del nostro cicerone erano palpabili: questa montagna, ci spiegava, è fatta di marmo da qui, a mille metri, alla base e c’è ancora marmo per due chilometri sotto il livello del mare.

E tutte le montagne intorno sono come questa!

E il marmo si taglia come pane con attrezzi che mi hanno stupito per la loro semplicità.

Avevo sempre pensato, sbagliando, che si dovesse penetrare nel cuore della montagna per rubarne il tesoro. Invece la montagna stessa è marmo! Camminavamo su pavimenti che sarebbero stati l’orgoglio di qualunque basilica e anche la fanghiglia era marmo bianco polverizzato.

Qualcuno, abbagliato da tanta luminosità, ha inforcato addirittura gli occhiali da sole.

Godevamo di questa bellezza con un gruppo di stranieri.

Nessun italiano, oltre noi, delle migliaia che popolano gli ombrelloni di Versilia, ha avuto il guizzo di percorrere quel giorno i pochi chilometri che lo separavano dalla cava di Fantiscritti, dove si ammira la bellezza che tutto il mondo ci invidia: il puro marmo di Carrara.

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