La chiesa di Santa Maria dei Centurelli sul Tratturo Magno (AQ)

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Santa Maria dei Centurelli, per il turista, è un indovinello.

É solitaria, ma non è un eremo, anzi, svetta ortogonale alla statale 17.

É maestosa, ma non è una cattedrale, anzi, non ha neppure una casupola intorno.

È quasi sempre chiusa, eppure è ricovero di viandanti e pastori.

È nell’altopiano di Navelli, eppur lo domina.

Irradia come un calorifero religiosità e spiritualità, eppure è fatta della pietra fredda delle nostre montagne, che paiono cingerla a distanza in un riverente abbraccio.WP_20151017_030

Santa Maria di Centurelle, per l’aquilano, è una certezza incerta.

La sua sagoma, familiare anche ai bambini, è viatico di buon viaggio da e per Sulmona, da e per Pescara. La sua storia è la storia di ogni famiglia; racconta di un Abruzzo povero, pastorale, troppo freddo per ospitare le greggi d’inverno.

La Madonna del Buon Cammino
La Madonna del Buon Cammino

Nel viaggio verso la Puglia solatia, la cosiddetta transumanza che per secoli sottrasse d’inverno i nostri uomini al focolare domestico, Santa Maria di Centurelle, posta sul Tratturo Magno, era la prima tappa. Un sacerdote confortava gli uomini e benediceva le bestie, una fontana d’acqua pura refrigerava le gole, un porticato imponente proteggeva i viandanti dalle intemperenze del clima.

Anche oggi, una volta l’anno, l’altipiano si popola di pastori, che, nell’omaggio a Santa Maria di Centurelle, riscoprono le loro origini contadine e cristiane.

Quanto sia bello l’interno, però, lo sanno in pochi.WP_20151017_007

Io stessa ho scoperto solo ieri quanta grazia si celi dietro le forme austere di Santa Maria di Centurelle.

Per quarantuno anni ho sempre visto chiuso quel bel portale antico, che una epigrafe data al 1558.

Per quarantuno anni ho immaginato mura spoglie e degrado in un luogo sacro che ieri, per la prima volta, mi ha svelato la sua magnificenza.WP_20151017_009

Non amo, di solito, la coesistenza fra antico e moderno. Il maestro ceramista Nino Di Simone di Castelli, a cui in tempi recenti è stato affidato il compito di animare Santa Maria di Centurelle con la sua arte, ha saputo però ideare una serie di arredi, sculture, bassorilievi, che si armonizza perfettamente con gli affreschi preesistenti e con la solennità del luogo.

La sua via Crucis, che si snoda attraverso le pareti della chiesa, propone effigi di scabro dolore, ripiegate su se stesse e quindi incombenti sul fedele colle loro logiche di vuoti e di pieni che parlano al cuore.

L’altare, di modernissima fattura, si sviluppa su due livelli: alla base sono raffigurati in fogge bizantine i convitati all’ultima cena, con un Cristo al centro che pare invitare anche noi al banchetto; su di essa, si sviluppano le curve concave dell’altare vero e proprio.

WP_20151017_006Dialoga con le opere moderne un bell’affresco raffigurante la Santissima Trinità che veglia su una fanciulla, probabilmente la Madonna, e su due uomini, un religioso e un pastore, che a lei si affidano.

I pastori di allora vivevano la transumanza come un esilio. Santa Maria di Centurelle diventa così per traslato patrona di tutti gli emigranti che hanno cercato oltre oceano sicurezza e ricchezza e le hanno ottenute a prezzo della felicità.

In quest’ottica si spiega la statua dedicata a Bartolomeo Vanzetti appena fuori la chiesa: il testo dell’epigrafe (“Volli un tetto per ogni famiglia, un pane per ogni bocca, una educazione per ogni cuore, la luce per ogni intelletto”) è laico e profondamente cristiano insieme.

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Un commento su “La chiesa di Santa Maria dei Centurelli sul Tratturo Magno (AQ)

  1. Gianfranco il said:

    Benny non hai spiegato pero’ l’etimologia del nome Centurelli ahi ahi ahi

I commenti sono chiusi.