Incontro con Claudia Koll

WP_20150705_014È Claudia Koll quella signora snella, dal tono di voce ispirato che piacerebbe a Radio Maria e dal look dimesso di chi considera ormai i vestiti una convenzione sociale e non uno strumento di seduzione?

È la stessa Claudia Koll che…

La domanda si interrompe a metà, non per una preterizione insinuante, ma perché il cuore si rifiuta di denigrare un’artista che si offre con tanta sincerità e semplicità alla curiosità dell’uditorio.

Non sono la sola ad essere qui, in un prato a 1150 sul livello del mare, in un luogo, San Pietro dellaWP_20150705_001 Jenca, reso sacro dalla predilezione di un santo, papa Giovanni Paolo II, spinta dalla curiosità più che dalla fede.

Mi sento un personaggio manzoniano fra i più vili, uno di quegli anonimi convitati che affollarono la casa dei parenti dell’ucciso per assistere con tracotanza all’umiliazione di fra Cristoforo e che furono invece toccati dall’umiltà di chi fu superbo, dalla bontà di chi fu quantomeno egocentrico.

Le parole di Claudia Koll, a non parlare dello sguardo, esprimono gioia, non certo rimorso.WP_20150705_006

Ha fatto i conti col suo passato, lo ha accettato come prodromico ad una conversione che, rivoluzionando il suo modo di vivere, ha dimostrato quanto nell’egoismo si annidino dolore, frustrazione, insoddisfazione, e quanto la vera felicità consista nel sentirsi parte di un Progetto più grande, che trascende le singole individualità per farsi Chiesa.

Non è stato semplice per lei trovare un compromesso con il mondo spesso corrotto dello spettacolo. L’incompatibilità era evidente: fiction, film, teatro offrono una ribalta al Male.

D’altra parte, il Bene non fa storia.

Claudia Koll, però, non voleva essere più “strumento del Maligno” nel propagandare uno stile di vita amorale: per questo per lei, formatasi alla scuola americana (secondo cui recitare significa vivere in prima persona i sentimenti dei personaggi), non era più possibile interpretare ruoli da amante, da ricattatrice, da violenta.

E allora?

Che fare allora?

Forte della lettera di Papa Giovanni Paolo agli artisti, si è fatta promotrice di un nuovo modo, più sano, più etico, di intendere lo spettacolo e si è fatta docente di recitazione prima, direttrice artistica poi, alla Star Rose Accademy, tentando parallelamente un’interpretazione più cristiana di molti copioni.

Piccoli indizi mostrano il suo grande cambiamento: l’omaggio alle vittime del nostro terremoto, l’empatia con la sofferenza dei familiari e con il lutto della città, il dono a tutti di quella medicina che fa bene al cuore definita da papa Francesco  “Misericordina”(ossia il testo di una preghiera bellissima), l’abbraccio concesso a chiunque si sia fermato a salutarla dopo la testimonianza, anche a me che, dimostrando di non aver capito molto della lezione di vita e spiritualità da lei impartita, le ho chiesto una foto come una VIP-watching qualsiasi.

Claudia Koll, in questo terzo incontro dei “Giardini Letterari”, non si è risparmiata: ci ha esortato a non WP_20150705_003vivere una cristianità “diluita”, ma a portare con noi sul lavoro e nella vita privata le nostre convinzioni religiose, ci ha coinvolto nei mille progetti di beneficenza che la vedono protagonista, ci ha insegnato a rivolgerci a Dio per aiuto e conforto.

Il cagnolino di Claudia Koll
Il cagnolino di Claudia Koll

Nel frattempo, in maniera del tutto incongrua e totalmente spiazzante per una cinofoba come me, il suo inseparabile cagnolino scorrazzava per il prato ricevendo carezze da tutti tranne da me.

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