Corpi estranei di Christian Rovatti (12/17)

Corpi estranei di Christian Rovatti (Giraldi editore) mi ha fatto pensare a Nick Hornby.
La ricetta è molto simile: ottime citazioni musicali, sincerità sfacciata, flussi di coscienza briosi e politicamente scorretti, slang e bello stile alternati.
In più c’è Bologna, con il suo passato rivoluzionario, il presente borghese, l’impudicizia e la genuinità che la caratterizzano.
Tra una risata e un’obiezione, fra un assenso e un dissenso, mi sono ritrovata quasi senza accorgermene alla fine di Corpi estranei. Sembrerebbe un romanzo disincantato, da divorare per farsi portar via, ma il mio taccuino si è accresciuto di ben due pagine di appunti fitti fitti.
Ivan Navi, il protagonista di Corpi estranei, è un rivoluzionario, un contestatore, un titano. Si rifiuta di avere figli per non regalare altri schiavi al consumismo imperante e disprezza la tecnologia perché incoraggia la mediocrità.

Eccolo in una delle sue sfuriate: ” Dio maledica Zuckerberg! Ci ha resi tutti pettegoli, guardoni ed esibizionisti allo stesso tempo, trasformando il sacrosanto diritto di espressione in un perverso dovere di comunicazione, in una patologica mania di condivisione“.
Con la stessa verve si lancia in discorsi irriverenti, che non condivido quasi mai ma a cui riconosco il coraggio di innalzarsi fuori dal coro del pensiero unico: “Come i neri in America…Pensaci un attimo:  perché fino a centocinquant’anni fa erano solo degli schiavi senza neanche un nome, né una data di nascita, e adesso c’è addirittura un presidente nero, negli Stati Uniti? Marketing, vecchio, solo marketing! Quando all’economia servivano schiavi, i negri erano schiavi, quando ha avuto bisogno di operai, i neri sono diventati operai, quando c’è stato bisogno di consumatori, gli afroamericani sono diventati consumatori“.
Ancor meno generoso è il giudizio sulle donne, già oggetto della frase in epigrafe: “Dedicato alle donne, causa ultima di ogni opera d’arte e di quasi tutti i suicidi”.
Ivan Navi disprezza le donne votate all’esteriorità, vestite in maniera provocante, impegnate a lottare contro l’età che avanza, facili da corrompere, spietate nel respingere.
Contemporaneamente, non tollera la sciatteria nella sua fidanzata.
Christian Rovatti ci presenta così un caso paradigmatico di uomo di oggi, alla ricerca di un ruolo e di una stabilità. Anche per questo Corpi estranei è una lettura illuminante.

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