Crecchio (CH)

wp_20161120_11_12_31_pro“Quando Crecchio vuò crecchià, la provincia fa tremà” ci ha detto una nonnina del paese, incredula di fronte alla pacifica invasione di una’ottantina di amici di Borghi D’Abruzzo, capitanati dal presidente, Raffaele Di Loreto, e dall’amministratrice provinciale, Carmela D’Ottavio
E domenica Crecchio crecchiava per davvero, nel sole sfolgorante di una tardiva estate di San Martino, tra i mille vigneti e oliveti dall’attiva comunità rurale che ne è l’anima.

Borghisti all'Auditorium di Santa Maria da Piedi
Borghisti all’Auditorium di Santa Maria da Piedi a Crecchio

Ad accoglierci, la sagoma inconfondibile del castello ducale, che si erge, fresco di restauri, all’ingresso del paese.

Santa Maria da Piedi e Palazzo Monaco a Crecchio
Santa Maria da Piedi e Palazzo Monaco a Crecchio

Da lì si dirama il corso centrale, come un flessuoso stelo che culmina, alla parte opposta del paese, in una deliziosa piazzuola, ingentilita dalla facciata romanica di Santa Maria da Piedi (ieri chiesa, oggi auditorium) e dall’architettura insolita del bellissimo palazzo Monaco.

Il corso di Crecchio visto dalla torre del palazzo ducale
Il corso di Crecchio visto dalla torre del palazzo ducale

Al posto delle foglie, si diramano a destra e a sinistra molti ameni vicoletti, che sfociano in due viali perimetrali.
Il pietrame giallo originario del luogo dà vita ad una affascinante monocromia: Crecchio pare ricostruita con un occhio all’estetica.wp_20161120_11_13_54_pro
Ricostruita, sì, perché questo borgo pagò col sangue l’ospitalità a malincuore concessa dalla famiglia del Duca de’ Riseis a Umberto II che fuggiva da Roma con Vittorio Emanuele III e con Badoglio.
I tedeschi, tempestivamente avvertiti probabilmente dalla Fraulein delle bimbe, arrivarono a Crecchio per demolire il castello che ospitò i fuggiaschi.
Fra le rovine, si annidarono i cecchini.
Spoliazioni e bombardamenti ultimarono la disfatta.wp_20161120_11_03_09_pro
Oggi, però, Crecchio non serba traccia di quei giorni tristi: il palazzo ducale è stato non solo ricostruito, ma allestito con pregevoli reperti archeologici e fotografici, che si rimpinguano di anno in anno grazie all’instancabile lavoro dell’Archeoclub di Crecchio. wp_20161120_12_31_30_pro
Fra le chicche, una collezione di istantanee sulle importanti frequentazioni dei de’ Riseis, uno dei primi elmi ostrogoti rinvenuti in Italia, una consistente sezione etrusca e, se qualcuno finanzierà ulteriormente gli scavi alle villae dei dintorni, fra breve anche una ricchissima collezione di reperti frentani.


Se venite in paese, chiedete di Giuseppe Valentini, guida appassionata e competente che, tra aneddoti divertenti, dotte spiegazioni e testimonianze di scavo, vi racconterà Crecchio come nessuna immagine può fare.

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Nella pagina “I luoghi che ho visto” troverai tutti i luoghi che ho raccontato sul blog.

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Elmo ostrogoto conservato al Museo Bizantino e Altomedievale di Crecchio
Elmo ostrogoto conservato al Museo Bizantino e Altomedievale
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