Dieci piccoli infami di Selvaggia Lucarelli (22/2017)

Dieci piccoli infami è un titolo geniale.
Prima ancora di leggere il libro, ho stilato una mia lista personale: c’è un burocrate ottuso, un medico che andrebbe radiato dall’albo, un parente manipolatore, una commissione corrotta, una collega, un’ex amica o due.
Di contro, potrei enumerare centinaia di persone meravigliose che mi hanno riscaldato il cuore e che continuano a farlo.
Eppure, il rancore è sempre più forte della gratitudine.
Per questo, ho incominciato con curiosità il libro di Selvaggia Lucarelli, certa che la sua penna affilata avrebbe mietuto più vittime di quante ne pianificò Agatha Christie nel quasi omonimo romanzo.
In realtà, più che immedesimazione ho provato ilarità: Selvaggia Lucarelli è un genio della comicità!
Scrive in maniera talmente spassosa, con un’ironia così vispa e pungente, che non si può non ridere e poi rileggere per ridere ancora.

Del resto, Dieci piccoli infami si focalizza su piccole disillusioni ormai sedimentate, sublimate, rimaste nell’aneddotica personale con un misto di tenerezza e allegria.
Una minoranza di pagine dolenti restituisce credibilità e solidarietà all’autrice senza contendere spazi e applausi al registro comico che permea il libro.
Ecco, ad esempio, come descrive la bimbetta che si interpose nel suo rapporto simbiotico con l’amica del cuore: “detestavo il suo flirtare con il mondo, i sorrisi distribuiti equamente a tutti, come mais alle galline, e quell’odore di shampoo fruttato che lasciava dietro di sé. Ma soprattutto detestavo quella finta, infame inconsapevolezza con cui mi scippava l’amicizia di Susanna giorno dopo giorno“.
E chi non ha mai sofferto per un’amicizia dissoltasi come neve al sole?
E chi fra noi quarantenni di oggi non ha mai sfogliato “Cioè, ovvero il Google dei nostri tempi, ovvero quelle venti pagine di rivista da teenager destinate a insegnarci ogni cosa del mondo“?
Fra l’uno e l’altro aneddoto divertente non manca qualche chicca: non sapevo, ad esempio, che Winston Churchill fosse rupofobico, ossessionato dalla pulizia, come Mr. Amuchina.
Chi è Mr. Amuchina?
Leggete Dieci piccoli infami e ne riderete anche voi!

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