Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato di Erica Jong (3/16)

Erica JongDonna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato di Erica Jong è un libro senza felicità.
Nelle sue pagine non c’è traccia della gioiosa sicumera che anima il titolo, almeno quello italiano (originariamente il titolo sarebbe stato un più congruo Paura di morire). I rapporti adulterini sordidi e disimpegnati di una tardona che non giunge a patti con la sua età sono relegati in una piccola parte del libro, e non nella peggiore.
La frenesia vitale a tratti disperata che prende questa donna sulle soglie della terza età proprio mentre comincia a sfiorire e vede, triste memento all’incipiente vecchiaia, la disfatta fisica e mentale dei suoi cari (gli anziani genitori, in stato quasi vegetativo, l’amato marito, malato e sul ciglio del burrone) sarebbe commmovente se non fosse unicamente orientata al soddisfacimento carnale visto come elisir di lunga vita.

Del sesso, peraltro più sognato che agito, la protagonista fa la cartina di tornasole della propria appetibilità. Fin quando saprà stimolare i desideri di un uomo, o meglio evitarne il disgusto, l’odiosa vecchiaia starà lontana e un futuro sarà ancora possibile.
L’Italia non è pronta a libri intrisi di tanto dolore (perchè qui Erica Jong, come dice di un suo personaggio, sfoggia l’umorismo morboso di chi è terrorizzato)
Da noi la rivoluzione sessuale si è fermata prima dell’involuzione: una sessantenne di oggi ha ben altre frecce al proprio arco. La rendono interessante la conversazione garbata, la sollecitudine materna, l’esperienza trasmissibile.
Cerca compagni di percorso, amici e amiche con cui render proficuo il tempo improvvisamente tornato a dilatarsi dopo le strettoie della maturità.
E se il Viagra ha espanso le possibilità erotiche dell’uomo, per noi il sesso è ancora il completamento di una complicità e di un desiderio che hanno radici più profonde.
Erica Jong, che cantò la liberazione della donna, ne recita qui, senza accorgersene il De profundis (“Se gli uomini restassero incinti, l’aborto sarebbe un sacramento” dicevano le femministe della mia generazione. Che fine hanno fatto tutte quelle donne così grintose? Dove sono ora che ne abbiamo più bisogno che mai?”)
Si salva, in Donna felicemente sposata cerca uomo felicemente sposato, qualche frase qua e là che dimostri come l’amore per l’aforisma non sia scemato col tempo in Erica Jong.
Eccone qualcuna:

La televisione non è contenuti. La televisione è luce sfarfallante che ti fa compagnia in una stanza vuota.

Quando sei giovane, la tua energia è così abbondante che pensi di poter fare qualsiasi cosa, ma è anche priva di una direzione specifica. Quando invecchi devi incanalare la tua energia perché è limitata

Internet era una specie di fonte della giovinezza, una pozione che potevo bere per ringiovanire e reinventarmi […]Internet ha incrinato la nostra capacità di concentrazione, ha reso i titoli più importanti dei contenuti. Quante volte ho seguiro un titolo per poi scoprire che non mi diceva niente? Internet stimola gli occhi, non il cervello.

Cos’è la cura palliativa? è cacciare via il morto dalla tomba.

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