Fano (PU)

Pesaro 120Fano, città della fortuna.
Ho sentito subito una sensazione di grande familiarità con il corso ricchissimo di negozi, che ricorda molto quello, ora spettrale, di L’Aquila prima che il terremoto la fiaccasse.
Fano, al contrario, è una città spensierata. Sarà forse merito di quell’orribile spremuta di melograno proposta ad ogni bar come panacea da ogni male?

Pesaro 121O del clima natalizio, reso tangibile dalle bancarelle nelle piazze principali e, soprattutto, da un insolito albero di Natale composto da pannelli coloratissimi, che ha calamitato l’attenzione delle bimbe per molto tempo e che ci ha impegnato in un’accesa discussione sulla liceità e l’estetica di questo simbolo così stilizzato.

A Fano i colori accesi non sono una novità.
Già la prima chiesa che abbiamo incontrato, Sant’Antonio, di fede ortodossa, ad insolita pianta circolare, era caratterizzata da immagini davvero molto colorate e ci ha attratto come un confetto rosa in mezzo alla bomboniera di una sposa.


La vera sorpresa, però, ci è stata riservata dall’enorme piazza centrale, quella dell’albero, appunto: da lì si apre il sontuoso teatro della Fortuna, tutto porticato. Quanto mi sarebbe piaciuto assistere ad uno spettacolo in quel luogo magico!Pesaro 123
Continuando per il corso, ci siamo imbattuti in una piazza un po’ eccentrica rispetto all’urbanistica di Fano, perimetrata da un edificio in stile coloniale e resa esotica da un giardino fiorito e curato nonostante fosse dicembre. Dall’altro lato della piazza-giardino, ancora bancarelle.

L'arco di Augusto a Fano
L’arco di Augusto a Fano

Ci restava da percorrere il cateto più breve del nostro tragitto, quello che ci avrebbe portato all’arco di Augusto. Non prevedevamo certo che, prima del simbolo trionfale, tra l’altro ben conservato, ci saremmo imbattuti in rapida successione nella cattedrale, con tozza facciata quasi quadrata, nell’elegante palazzetto dell’università e in un bel parco che si estende fuori dalle mura di Fano.

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