Fornelli (IS)

Created with Nokia Smart CamFornelli (IS) non ha tenuto fede al suo nome.

Gli oliveti baciati dal sole alla base della collina e i raggi che ci riscaldavano attraverso il finestrino della macchina lasciavano sperare in una passeggiata piacevole nel centro storico. Invece un vento glaciale ha zittito il primo tepore marzolino di questo 2015 e, insinuandosi fra le mura possenti che circondano il quartiere medievale, ci ha costretto a rialzare il bavero della giacca e a ridurre al minimo i tempi di permanenza.

Per fortuna, una buona mezzora è sufficiente per percorrere le viuzze in lungo e in largo. Forse la caratteristica fondamentale di Fornelli, quella che, ad onta della pavimentazione ordinaria e del silenzio tombale del luogo, le è valsa il prestigioso riconoscimento di “uno dei borghi più belli d’Italia”, è proprio il contrasto fra la sontuosità del circuito murario e l’esiguità degli spazi da esso protetti.Created with Nokia Smart Cam

L’esterno è di grande impatto: un grande portone centrale permette l’accesso al borgo, che è rimasto invalicabile per l’intero perimetro prima che fossero aperti due stretti varchi in corrispondenza di altrettante torri, probabilmente ad uso privato.

Mi piace il modo in cui a Fornelli il moderno ha abbracciato l’antico. Proprio sulle mura, una composizione in ferro ultimata solo due anni fa, inneggia all’abbondanza. Di fianco, una grande istallazione in ceramica esalta le sette torri e la pianta topografica del borgo.

Le piccionaie, gremite, vivacizzano l’atmosfera che, dall’esterno, appare molto più vitale di quel che si scopre varcando il portone di accesso e giungendo al borgo.

Belvedere a Fornelli (IS)
Belvedere a Fornelli (IS)

I punti panoramici appena sopra le mura sono ampi e confortevoli, ma, per il resto, le abitazioni, con le dovute eccezioni, sembrano vecchie più che antiche. Il restauro è stato eseguito a macchia di leopardo, per cui si alternano senza logica tuguri e graziose casette.

Created with Nokia Smart CamFornelli non è abituata al turismo, nonostante il logo di “uno dei Borghi più belli d’Italia” ne pubblicizzi l’esistenza per chi, come noi, la ignorava, a diversi kilometri di distanza dal centro. Pubblico e privato sconfinano e si fondono: piazzette adibite a lavatoi, file di panni stesi ad asciugare fra l’una e l’altra finestra o addirittura in strada, vasi fioriti sui vicoli che portano, a raggiera, fino alla chiesa, su cui si apre ad anfiteatro una minuscola piazzetta.

Un paese dai mille contrasti: vecchio e nuovo, pubblico e privato.
Un paese dai mille contrasti: vecchio e nuovo, pubblico e privato.

La torre campanaria è traforata alla base, ma quello che sembrava essere un grazioso punto di passaggio va a morire in un cortilaccio umido e muschioso che tronca in maniera inaspettata la strada.

Attraverso una discesetta corta e ripida, poi, si ritorna alle arcate del portone centrale e in un momento si è fuori, al parcheggio, verso nuove mete.

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