Il pub Ghettoquarantasei a Villa Verucchio (RN)

Guai ad arrivare tardi al pub Ghettoquarantasei di Villa Verucchio!
L’affluenza è tanto alta che i tavolini sono a tempo, soprattutto durante il Giroburgher.
Che cos’è il Giroburgher?
Una geniale operazione di marketing introdotta circa due anni fa dagli abili gestori del Ghettoquarantasei.
Ogni giovedì è infatti possibile la degustazione di sei mezzi hamburger variamente confezionati, accompagnati da patatine fritte onestamente più belle da vedere che buone da mangiare.
Il primo turno di giovani è servito dalle 19.30 alle 21; il secondo dalle 21.15 in poi.
Marco ed io, che giovani non siamo più, abbiamo patito un po’ il locale angusto e il servizio frenetico, tanto più che, a causa del nostro ritardo, abbiamo dovuto rinunciare ad un bocconcino light, fatto con carne di pollo, che mi ispirava moltissimo.

Burgherufo di Ghettoquarantasei

Non siamo certo usciti con la fame: non ci eravamo ancora seduti e già facevamo la conoscenza di Burgherufo, fantastico hamburger con salsa di tartufo, radicchio e speck, forse il mio preferito del quintetto.

Dievli Burgher di Ghettoquarantasei

Subito dopo ci è stato servito Dievli Burgher, una prelibatezza di bovara e chianina con squacquerone, salamella piccante e cipolla di Tropea.
Nella breve pausa che è seguita abbiamo riflettuto che l’assenza di stoviglie (i panini vengono serviti su un vassoietto in legno) abbatte i costi e velocizza il servizio.

Bove Burgher di Ghettoquarantasei

Poi abbiamo scoperto Bove burgher e non abbiamo parlato più, almeno per il tempo necessario a goderci questo ottimo connubio di carne, tradizionalmente accompagnato con scamorza, pancetta e onnipresente cipolla di Tropea.

Burgherucchio

Burgerucchio, invece, ha un’anima di pecorino fuso e funghi e pancetta per sovrappiù.
Finalmente, con MaialHot, è arrivata anche la carne di maiale: questo salsiccione, con scamorza, pancetta e cipolla, nonostante la sua origine meno blasonata, si è fatto nettamente apprezzare.

MaialHot

Poi il Big Ben ha detto stop e abbiamo precipitosamente e più che volentieri pagato i 21,50 euro del conto: l’intero Girobugher costa solo 10 euro, il prezzo di un solo panino, a cui bisogna aggiungere però le bevande.
Alla porta del Pub Ghettoquarantasei, già si assiepavano, tutti felici, i giovani del secondo turno.

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook

Se cerchi ispirazione, ti invito a visitare anche la pagina Ristoranti e pizzerie

Precedente Tavullia, terra di piloti Successivo Sono cose da grandi di Simona Sparaco (5/17)