Il Giardino degli Angeli a Castel San Pietro Terme (BO)

Il giardino degli angeli di Castel San Pietro Terme è uno dei luoghi più spirituali che io conosca.
E me l’ero quasi perso, convinta che fosse solo uno dei tanti parchi che ingentiliscono il borgo.
A Castel San Pietro Terme tutto è giardino, infatti, ma nulla, né lì né altrove, è come Il giardino degli angeli.
Lì vige l’amore.
E l’amore fa germogliare gli alberi e schiudere le corolle dei fiori anche a novembre.

Sara 
Il giardino degli angeli è il dono postumo che una bimba, Sara, strappata precocemente alla vita, fa agli affranti genitori.

A lei, che amava “Il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett, è infatti ispirato questo angolo di Paradiso, che vuol riprodurre le malie del romanzo e arricchirle con le emozioni che furono di Sara.
I genitori intessono con lei un dialogo a distanza: dall’alto il grande prato assume la forma di un cuore, un grande cuore verde che pulsa da Terra a Cielo; il sentiero traccia il simbolo dell’infinito, come infiniti sono l’amore, il rimpianto, la speranza.
Cercatelo su Google Maps: tra tante strade senza senso, Il giardino degli angeli apparirà come un messaggio al Cielo.

Passeggiare al Giardino degli Angeli
Visitandolo, invece, vi sembrerà di far parte di un quadro, artisticamente perfetto nell’accostamento dei colori e delle scene.
Si passeggia come tante Alici in un paese di meraviglie, tra musiche soffuse e angoli incantevoli che, sapientemente occultati dalle fronde, si svelano solo durante il percorso.
E tutto ha un senso, tutto una storia.
Ogni paesaggio è svincolato dagli altri, perché il segreto della felicità è saper prescindere dal passato e dal futuro per godere solo dell’attimo presente.

Gli ambienti del Giardino degli Angeli
Snelli cipressetti ingentiliscono una prima parte di parco ricordando i paesaggi toscani che Sarah si incantava ad ammirare durante i continui spostamenti verso l’ospedale di Firenze, dov’era in cura.
Poco più in là una conigliera nutre e dà sostegno agli animali, amici di ogni bambino.
Quando si scopre, all’ultimo istante, il tunnel di verde che introduce al giardino segreto, il tempo si ferma del tutto e si riemerge, dopo molto tempo, convinti che la visita sia giunta al suo epilogo.
Invece una collinetta artificiale cela un altro locus amoenus: un laghetto semiselvaggio ricorda l’ultima vacanza di Sarah, in un Trentino verdissimo e ordinato che rivive qui, in terra romagnola.
L’ultimo ambiente, un bosco che invoglia al pic nic, serba una magnifica sopresa: tra i tanti alberi veri, ce n’è uno finto. Al suo interno comparirà una piccola libreria di romanzi per ragazzi in bookcrossing, perchè i viaggi più belli non si fanno col treno, ma col libro.

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