I giorni dell’amore e della guerra di Carla Maria Russo (14/16)

i giorni dell'amore russoSono I giorni dell’amore e della guerra, per Caterina Sforza.
Ma Eros, si sa, è figlio di Ares; la loro forza congiunta è rovinosa.
Che cosa può una donna, per quanto belluina e ferale come la Tygre della Romagna, se si assoggetta alle pulsioni più perniciose dell’umanità?
Può ammaliarci, appassionarci, avvincerci nelle spire della sua storia, sempre che incontri una penna fatata come quella di Carla Maria Russo, che dà vigore all’azione senza ubriacarla mai di pathos.
Congegnare un libro come I giorni dell’amore e della guerra mi sembrava una mission impossible anche per una scrittrice talentosa come Carla Maria Russo: bisognava fare i conti con il romanzo precedente, il potentissimo “la bastarda degli Sforza“, magistralmente incentrato sull’infanzia e la giovinezza di Caterina Sforza, e interagire contemporaneamente con i personaggi più ingombranti che abbiano mai calcato il suolo italiano nel Rinascimento: Leonardo da Vinci, Lorenzo dei Medici, Alessandro Borgia, consacrati dalla storia, e le terribili, fascinosissime principesse Gonzaga che già diversi anni or sono conquistarono milioni di lettori in un romanzo molto bello di karen Essex: “I cigni di Leonardo”.

E questa missione diventa possibile in un solo modo: piegando quelle personalità paradigmatiche al brio della narrazione, pur senza deflettere mai dal rigore storico che ha sempre caratterizzato le opere dell’autrice.
Nessun accenno, dunque, alle vicende che ci appassionarono in “La bastarda degli Sforza“: chi vuol conoscerle (e lo consiglio a tutti) deve leggere quel romanzo, del tutto indipendente da I giorni dell’amore e della guerra. Caterina Sforza rinasce qui come vergine venticinquenne, come dalla testa di Zeus un’Atena che ceda all’istinto. La sua personalità è ancora tale, però, da tener testa ai suoi comprimari, il cui ritratto è sagacemente affidato alle missive fra ambasciatori, ai pettegolezzi di corte e di cortile, ai diari sferzanti della Sforza.
Dietro la lezione di storia, urge la vita: figli ostili ai nuovi compagni dei genitori, uomini meschini che inspiegabimente affascinano donne di spessore, amori che divampano e che si logorano nel reciproco risentimento, rivalità muliebri, ambizioni sfrenate, cieche devozioni, spietati tradimenti.
Sono riemersa da due giorni di lettura totalizzante con il libro ormai fitto di annotazioni e il cuore in subbuglio.
Solo chi legge può vivere i giorni dell’amore e della guerra stando comodamente sdraiato sul divano di casa sua.

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