Il canale della Giudecca a Venezia

WP_20150620_007Venezia ha una bellezza insostenibile.

Mi paralizza.

Mi sdilinquisce.

Mi lascia ai margini, incapace di orientarmi tra tanta perfezione.

Per un motivo o per un altro, dalla nave (ed è ormai la quarta volta che una crociera mi porta qui) non sono mai scesa.

A terra, Venezia non è perfetta, o almeno il suo clima e i suoi ritmi non si confanno alla mia costituzione: ci sono venuta spesso col treno o con la macchina e sempre ho sofferto. Caldo afoso una volta, freddo umido un’altra, prezzi proibitivi la terza, furto di portafogli la quarta, file inenarrabili sempre.WP_20150620_001

Vederla da spettatrice, come su una pellicola a quattro dimensioni, dal balcone della mia cabina è stato magnifico: ho davvero potuto ammirare senza controindicazioni l’ingresso e la scenografica uscita della MSC attraverso il canale della Giudecca, fra traghetti e motoscafi che, lillipuziani dal mio nono piano, sfrecciavano sullo sfondo, mentre la folla, sorridente nelle calli, salutava noi che andavamo via, in cuor suo ben contenta di restare.

Dalla nave non noti i particolari, non respiri l’aria, non fruisci dell’arte che si cela in ogni campanile, in ogni facciata, dentro ogni portone. Hai però modo di osservare l’insieme.WP_20150620_005

Vedi Venezia, l’intrico delle isole, le aree verdi e le zone popolate.

Vedi l’acqua al di qua e al di là di San Marco, vedi mille campanili che si protendono al cielo, vedi isole abitate e isolette eremitiche, occupate da una sola, immensa costruzione che si spande per l’intero perimetro, o addirittura lasciate ad una natura controllata e ingentilita dal lavorio prezioso dei giardinieri.

Il canale della Giudecca è il corridoio monumentale di questa città: tutte le facciate, dai colori allegri e dalle fogge eleganti, paiono concepite dalla stessa mente geniale che ha trasformato il mare in laguna e l’arcipelago in città.

I ponti, più o meno belli, più o meno ampi, sono braccia tese fra le isole che intrecciano così, fra arte e architettura, le loro storie e le loro abitudini.

Questa immagine di perfezione alberga ancora intatta nella mia memoria.

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