L’hotel Ganimede a Sperlonga

WP_20150515_010L’hotel Ganimede di Sperlonga è una magia in bianco e blu.

I complementi d’arredo sono candidi, come, tradizionalmente, le case del borgo; le mura e le porcellane sono blu, come il mare meraviglioso di questo luogo.

Il giardino rigoglioso di fronde e odoroso di fiori allieta i sensi.

L’intuizione più insolita, geniale, direi, degli architetti che hanno pensato l’hotel Ganimede, riguarda la privacy, vero grande lusso dei nostri tempi. Le camere del pianoterra, dunque, hanno un pezzo di giardino tutto per sé.

Il nostro pezzo di giardino
Il nostro pezzo di giardino

E la notte trascorsa con Marco a contemplare le stelle sui comodissimi lettini di bambù, nel WP_20150515_003nostro piccolo Eden inibito ad occhi estranei, è il ricordo più vivido e magico che conservo di una struttura che, comunque, ha numerose altre frecce nel suo arco: la cordialità delle receptionist, impeccabili nell’elegante divisa blu e indimenticabili per il sorriso caloroso di accoglienza, ad esempio.

O anche il cocktail di benvenuto, servito sul terrazzo del bar che, digradando, termina nella piccola, deliziosa piscina, viatico di un soggiorno davvero piacevole.

La piscina
La piscina

Il giorno dopo, quello stesso bar è diventato set di una colazione cinematografica.

Sorseggiare un the al fresco della veranda, consigliarsi a vicenda dolcini imperdibili da assaggiare, avventurarsi nel reparto “stranieri” a prendere dei formaggi troppo buoni per essere abbandonati lì in nome dell’ora: sono questi i piccoli particolari che trasformano un banale risveglio in un’esperienza da ricordare.

Della bella camera elegante, ricordo la comodità del letto, certo, e dell’enorme scrivania, ma soprattutto il bagno, dotato di una delle docce più ampie che abbia mai visto: il getto sicuro dell’acqua e la termoregolazione perfetta l’hanno resa anche funzionale.

Il bagno e la doccia stupefacente
Il bagno e la doccia stupefacente

Il fatto stesso che non ricordi, a distanza di due mesi, quanto ci sia costata questa incursione nel confort (non troppo, sicuramente, altrimenti Marco non avrebbe mai accettato!) è la prova più vera che la vita si misura in istanti, non in euro.

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