Il lago di Posta Fibreno (FR)

Il lago visto dal Belvedere
Il lago visto dal Belvedere

Esiste in Italia un’isola galleggiante, che rotea nel lago di Posta Fibreno al soffiar del vento, non per qualche artificio contemporaneo, ma per un’alchimia naturale già attestata nella Naturalis historia di Plinio.

Per ammirarla è stata necessaria una trasferta in Ciociaria.

La prima immagine del lago è stata la sua assenza: dal belvedere di Posta Fibreno, a due passi dal B&B Al Centro storico dove soggiornavamo, si stendeva ai nostri piedi il Frusinate.

Distinguevamo in lontananza le luci delle strade, l’illuminazione dei paesi, le luminarie dei negozi.

Sotto di noi, il buio.

La mattina dopo, quel buio si è tinto di blu.

Come uno squarcio fra il giallo dei canneti, il lago, a forma di 7, si è esteso in tutta la sua lunghezza WP_20141123_001davanti ai nostri occhi meravigliati.

Dell’isola nessuna traccia.

“S’è fermata” ci ha spiegato un passante, introducendosi nel discorso e parlando dell’isola come se fosse un animaletto. “S’è arenata alla riva da circa un anno. Per lungo tempo non è soffiato il vento e l’isola ha fatto radici sulle sponde. Verranno presto dalla Forestale a recidere quei tentacoli per farla ripartire.”

Incerti sulla spiegazione, pur espressa con grande sicurezza, e preoccupati del fatto che un fenomeno millenario si sia dissolto nel disinteresse della collettività, non avevamo pensato neppure a raggiungere il lago, come se respirarlo dall’alto fosse sufficiente per percepirne la bellezza.

Ci siamo ritrovati sulle sue sponde quasi per caso, scendendo pericolosamente per le strettissime stradicciole che si inerpicano dalla valle al paese.

Ci siamo fermati per una tappa veloce e ci abbiamo trascorso la mattinata intera.

Impossibile sottrarsi alla magia del luogo, al fascino delle sorgenti, al tintinnio delle fonti, alla piacevolezza della riserva intera.

Ogni volta che decidevamo di riavvicinarci alla macchina, una nuova scoperta ci tratteneva sulla sponda, fra le acque terse e una fauna varia e popolosa come non ne ho viste mai.

Le "naui", caratteristica imbarcazione del Lago di Posta Fibreno
Le “naui”, caratteristica imbarcazione del Lago di Posta Fibreno

Il tocco di classe è stato la creazione di un sentiero sopraelevato, in legno, che permette di inoltrarsi fra i canneti, le sorgenti e il lago, guardando senza essere visti, esplorando senza danneggiare l’ecosistema.

Il sentiero sopraelevato fra lago e canneto
Il sentiero sopraelevato fra lago e canneto

Terra e acque si contendono la stessa area: il prato improvvisamente si apre in una polla d’acqua, un rigagnolo si assottiglia fino a sparire nel lago, una sorgente germoglia proprio sotto i nostri piedi.

Il frastuono intorno non ha nulla di umano: sono anatre che si tuffano a trovar cibo, sono nutrie che nuotano rumorose, sono pesci che saltano dal lago al cielo.

E noi eravamo lì, immersi nella natura, mentre un sole insolito ci baciava la pelle, e, per una volta, non saremmo voluti essere in nessun altro posto.

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