L’Ile Rousse e i suoi tramonti infuocati (Corsica)

L’Ile Rousse mi toglie fiato e parole.
Io sono capace di snidare piccole bellezze struggenti in borghi trascurati, non di descrivere la Bellezza assoluta, quella con la maiuscola, quella che fa accelerare i battiti del cuore, confonde i pensieri, invita alla adorazione.
L’Ile Rousse è uno dei quei luoghi in cui senti aleggiare l’idea del Divino.
Il tramonto visto dal faro è un invito alla contemplazione estatica: percorri un deserto di roccia ferrosa che si oppone a un mare dalle mille sfumature di blu e aspetti rapito che il tramonto gliele sottragga una ad una, finché anche il mare si fa rosso come l’isola che ne è lambita da ogni lato.

Riscendi mentre il cielo si fa più scuro, in tempo per riattraversare il ponte e gettarti nella movida di un centro piccolo ma animatissimo, fatto di tre o quattro vie brulicanti di negozi e di una piazza, magnifica, che è insieme spiaggia, parco pubblico, ristorante e birreria.
Ci ha meravigliato trovare all’interno della piazza un’area totalmente sabbiosa: serve per giocare a pétanque, attività molto simile alle nostre bocce, assai apprezzata in Corsica.
Un simpatico trenino bianco percorre le viuzze di L’Ie Rousse fino al faro. Ho resistito alla tentazione di prenderlo per godere a pieno del fascino delle rocce aggettanti nel mare, del panorama che ad ogni metro si fa più ampio, dei gabbiani che colonizzano il posto e lo vivacizzano con i loro voli.
Di giorno, le attività si spostano in spiaggia.
La purezza delle acque dai colori cangianti sembrerebbe incompatibile con la presenza del porto, in cui fanno scalo soprattutto navi provenienti dalla Francia.
In questa zona di Paradiso, infatti, abbiamo incontrato ben pochi italiani.
Peccato, perché la Corsica bella e selvaggia che popolava i nostri sogni ci si è svelata soprattutto qui, a L’Ile Rousse.

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