Incontro con il Libraio di Notte, Paolo Fiorucci

Il Libraio di Notte è, già nel nome, un personaggio insolito.
Lo penseresti umbratile e schivo e lo scopri estroverso e cordiale.
Non è lui il solo protagonista di una serata letteraria che passerà agli annali.
A San Benedetto in Perillis, in una delle grotte che crivellano il sottosuolo, ricovero antico e punto di aggregazione per uomini e bestie, si sono dati appuntamento quattro Uomini fuori dal tempo.
Già, in questo terzo millennio dominato dal Dio Denaro, una simile concentrazione di persone che subordinano gli interessi economici ai moti del cuore è unica più che rara.

Ezio Colanzi
C’è l’autore, Ezio Colanzi, cicloeremita, che in quattordici giorni ha percorso in bici l’intero Abruzzo, tra mulattiere e notti in tenda, alla ricerca dei paesi abbandonati, di cui parla con lirismo e poesia nel suo bel Dove tornano le nuvole bianche. Ci offre le sue parole e le addolcisce col miele di sua produzione, per nutrire anima e corpo.

Il Libraio di notte
C’è il Libraio di notte, all’anagrafe Paolo Fiorucci, un sognatore che, in una stanzuccia a Popoli, vende solo libri che trasmettono emozioni. Se altrove la corsa alle novità riempie gli scaffali delle librerie di narrativa “usa e getta”, il Libraio di notte salva dal macero e resuscita dall’oblio libri di nicchia, spesso incentrati sull’Abruzzo, e organizza reading che rasentano l’utopia.
Quanta gente può intervenire, secondo voi, alla presentazione di un libro uscito tre anni fa, per i tipi di una casa editrice che non esiste più, in un paesetto montano di ottanta anime?

Serata letteraria in grotta
No, non c’ero solo io.
La grotta pullulava di persone interessate.
Un giornalista, Alessandro Ricci, è addirittura arrivato in bici dalla costa per aggiungere un po’ di follia alla magia del posto e del luogo.
E non c’è lui fra i quattro uomini di cui vorrei parlarvi, come non ci sono, per soli limiti di spazio, i giovani di Perillarte, che stanno ridestando San Benedetto in Perillis da un torpore più che secolare.
Proprio loro hanno organizzato la serata per poi trarsi in disparte, consentendo così ai visitatori di fruire a pieno dell’evento: la bellissima grotta, col suo corredo di presepi, non sarebbe riuscita infatti a contenere tutti gli astanti. Altrove ci sarebbe stata una corsa al posto riservato, qui gli organizzatori si sono tirati indietro e sono rimasti fuori, al freddo.

Gianfranco Sirolli
In piedi, a far gli onori di casa, è rimasto il solo Sindaco, Gianfranco Sirolli, un altro lucido sognatore che non si limita ad amministrare un paese dissanguato dall’emigrazione e ferito a morte dal terremoto, ma ricalamita al suo interno tutte noi pecorelle smarrite di città, che, con i nonni, avevamo perso per un po’ anche la via di casa.

Luciano Colangeli
L’ultimo eroe di questo quartetto è Luciano Colangeli, titolare dell’unico bar del paese.
Proprio quando l’affluenza massiccia di visitatori gli avrebbe garantito incassi record, ha ben pensato di offrire in un ottimo buffet il formaggio e gli affettati che avrebbe potuto vendere a caro prezzo se non fosse stato anche lui una di quelle anime nobili che, come D’Annunzio, “hanno sol quel che hanno donato”.

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