Incontro con Osvaldo Bevilacqua

Osvaldo Bevilacqua è l’uomo del record.
Mai nessuno, prima di lui, ha condotto per così tanto tempo (40 anni) lo stesso programma (Sereno Variabile) con la stessa emittente.
Lo manterrà a lungo: nessuno degli anchormen oggi in servizio sta dimostrando neppure in minima parte questa doppia fedeltà del pubblico e al pubblico.
Con tanti professionisti più belli, più spigliati, più colti, più brillanti, più dotati, insomma, di quei caratteri che oggi sembrerebbero necessari per il successo, perché proprio lui?
Me lo domandavo da tempo.
So rispondermi solo oggi, dopo l’incontro organizzato nel Giardino Letterario di San Pietro della Ienca.

Osvaldo Bevilacqua è homo politicus per eccellenza: cerca la folla, ama confrontarsi, crede nell’amicizia e lo dimostra anche a telecamere spente.
Nell’incontro a San Pietro della Ienca, ha parlato soprattutto dell’Abruzzo, che conosce assai bene non solo per motivi professionali.
Suo padre, Giovanni Bevilacqua, ritrattista dei papi e artista di grido, lavorò a lungo in Abruzzo ed elesse Terranera, sull’Altopiano delle Rocche, come sua dimora.
Non sbagliò, approva il figlio.
L’Abruzzo è una terra che non annoia mai.
Mare, montagna, colline, cultura, borghi, sagre, eccellenze gastronomiche, ospitalità: non manca dunque proprio nulla?
La risposta di Osvaldo Bevilacqua è schietta ai limiti della brutalità: non chiedete ad un abruzzese di lavorare. Sprechereste tempo e fiato.
La popolazione, facile agli entusiasmi, è ancor più rapida all’abbandono, come se il vero piacere fosse il progetto, non la realizzazione.
In un titanismo commovente, ciascun borgo, anzi ciascun esercizio commerciale, pensa solo a lanciare se stesso, mentre la vera forza attrattiva starebbe in una rete di possibiità.
L’Abruzzo non è terra di monumenti maestosi: la sua piacevolezza è nella capillarità di piccole esperienze, che dovrebbero essere mostrate insieme al turista.
Bisognerebbe portare il mare in montagna e la montagna al mare.
Questo è il segreto, questa la sfida che ci lancia Osvaldo Bevilacqua.
Saremo in grado di farcela?

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