Konigsee: un fiordo in Baviera

Konigsee: panorama
Konigsee: panorama

Konigsee, il lago dei re, è il posto che nel 2014 mi ha regalato più emozioni e il post con cui voglio salutare l’anno vecchio e accogliere il nuovo.

Eravamo in Baviera, al confine con il Salisburghese. Il telefonino sembrava impazzito: i saluti del gestore telefonico si intervallavano a distanza di dieci minuti l’uno dall’altro: “benvenuti in Austria”, “benvenuti in Germania”.

Konigsee era “il piano B”.HPIM2646

Avremmo voluto visitare, infatti, il Nido dell’aquila, dove Hitler si inerpicava per coltivare i suoi deliri di grandezza in un posto paesaggisticamente meraviglioso, ma l’apertura era stagionale e mancavano una quindicina di giorni all’apertura. Del resto, sui monti la neve impazzava ancora, soprattutto lassù, fra aquile e nuvole. Per vederlo da lontano, a compulsar le guide turistiche, non restava che organizzare un viaggetto in battello nel sottostante Konigsee.

Un negozio tipico
Un negozio tipico

Il parcheggio distava dalla biglietteria e dal lago qualche centinaio di metri, da percorrere attraverso una stradina molto commerciale, in cui trovare ogni tipo di gadget. La folla che la percorreva e i turni di navigazione ormai già quasi tutti prenotati mi hanno fatto intuire che avevo ampiamente sottovalutato il potere attrattivo del luogo.

Sul battello elettrico
Sul battello elettrico

Si tratta di un fiordo di acque pulitissime, addirittura potabili. Si attraversa con battelli elettrici ad impatto ambientale zero e mostra scorci indimenticabili, spiegati doviziosamente da guide locali che ignorano ogni lingua diversa dal tedesco.

Quasi cullata dai suoni gutturali di un eloquio rapido in cui non distinguevo una parola se non gli “oh”, “ah”, “eh” dei turisti locali, mi ero persa nella contemplazione estatica dell’incredibile intersezione terracquea e di quei monti altissimi che parevano precipitare sul lago e lì sprofondare nel riflesso delle onde.HPIM2665

Ad un certo punto, in maniera del tutto inaspettata, il battello si è fermato e il cicerone, impugnata una tromba come se fosse una spada, ha incominciato a suonare. L’eco è risuonato perfetto.

Mamma, affascinata, ha ritenuto di dover compiere esperimenti anche nella lingua di Dante e, alzatasi in piedi, ha urlato al vento, nello stupore generale, “ Aurora!”. Le Alpi Bavaresi hanno risposto all’invocazione: “Auroraaa”. Il risultato è stato così spettacolare che gli altri passeggeri hanno fatto eco all’eco: “Auroraaa! Auroraaa!”. E la proprietaria di questo bel nome così planetariamente acclamato, la mia splendida e timida nipotina, ha vissuto un momento di grande imbarazzo.HPIM2651

Di lì a breve siamo sbarcati a Sankt Bartholomaeus,una chiesetta ortodossa cara ai poeti e agli artisti, raggiungibile solo via lago e immersa in una natura spettacolare.

La cappella di Sankt Bartholomaeus
La cappella di Sankt Bartholomaeus

Davanti agli occhi la cappella, di nessun valore artistico ma di grande suggestione paesaggistica, alla sinistra, incombenti, i monti, ancora canuti di neve; alla destra, le acque più pulite che abbia mai visto.

Le acque terse del Konigsee
Le acque terse del Konigsee

Per quanto lo sguardo si spandesse, solo monti e acque. Lungi dal provare, se non panico, almeno inquietudine, eravamo tutti immersi nella più grande beatitudine e il sole tiepido di aprile, riscaldando quell’angolo di paradiso, sembrava suggellare una promessa di felicità.

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