La braceria Attenti al lupo a L’Aquila

I lupi da cui guardarsi nella braceria Attenti al Lupo di Tempera, frazione di L’Aquila, spiace dirlo, siamo noi.
Il logo non lascia spazio ad equivoci: c’è un Ezechiele Lupo che contempla soddisfatto una pingue pecorella pascolante poco distante.
E Attenti al lupo è specializzato in arrosticini.
Le voci del menu prevedono poco altro: un antipasto all’italiana oppure bruschette (con funghi, pomodoro o tartufo), bistecchine, patatine e dolce.
Nient’altro.
Anche il locale è minuscolo: una sola stanza con due tavolate e qualche tavolinetto sparso, la tv e una stufetta possono bastare.
Nella stessa serata (e noi siamo andati in un anonimo mercoledì di gennaio) si avvicendano gruppi diversi.
Del resto, ad Attenti al lupo si mangia velocemente e ci si alza soddisfatti, senza altro apparato ed altro orpello che la bontà degli arrosticini.

In una sola volta abbiamo assaggiato quasi tutto il menu.
L’antipasto si compone di una pizza fritta, pecorino, prosciutto e salumi.
La delusione nello scoprire pane, e non pizzonde, alla base del cestino si è stemperata di molto dopo averne sperimentato fragranza e gusto.
A complemento, ci è sembrato squisito il pecorino, piccanti, ma convincenti le rondelle di salame, piuttosto salati, per i nostri gusti, prosciutto e lonza, abbondanti le porzioni.
Gli arrosticini sono davvero il punto di forza di Attenti al lupo.

Gli arrosticini di Attenti al lupo!

Sono più grandi della media e conservano quell’aroma di brace che li rende irresistibili. Lo staff ha cura di servirli, caldissimi, una decina dopo l’altra, perché il calore non venga disperso.
Ne abbiamo ordinati dieci a testa, ma abbiamo faticato a finirli.
Vi consiglio di assaggiare anche le patatine, sbucciate e tagliate a mano, uniformemente dorate, inequivocabilmente di ottima qualità.
Il tiramisù, di suo non eccezionale, è impreziosito con un accorgimento: viene servito, freddo di frigorifero, su un piatto bollente, in modo tale che ogni boccone partecipi contemporaneamente del calore alla base, del tepore centrale e del freddo superficiale in un mix che stuzzica i sensi anche a prescindere dalla gradevolezza del prodotto.
I prezzi sono nella media: per due antipasti, venti arrosticini, una porzione di patatine, una di dolci e una bottiglia d’acqua abbiamo speso 34 euro, rigorosamente in contanti perché il Bancomat non sempre funziona.

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook

Se cerchi ispirazione, ti invito a visitare anche la pagina Ristoranti e pizzerie

Precedente Il Museo del Presepio ad Atessa (CH) Successivo Grazie, Jeeves di Pelham G. Wodehouse (27/1001)