Il ristorante La grotta dei Raselli a Guardiagrele (CH)

Per la famiglia di mio marito, La grotta dei Raselli nei dintorni di Guardiagrele vuol dire festa.
Quando vogliamo offrire un pranzo raffinato e gustoso in un ambiente confortevole, La grotta dei Raselli è una scelta quasi obbligata.
Domenica scorsa ci siamo riuniti lì per brindare ai primi cinquanta anni del mio prezioso cognato, Tonino.

Il menu mi è stato tenuto segreto fino alla fine.
Unica indiscrezione: si sarebbero susseguiti piatti tradizionali, rivisitati e arricchiti dal giovane e talentoso chef.
La convincente entrèe è stata una colorata vellutata di zucca con due palline di pane.

Gli antipasti si sono susseguiti su vassoi centrali.
Il primo ospitava, come da tradizione, i salumi e i formaggi: punti di forza sono stati una striscia di salsiccia di cinghiale e un caprino buonissimo, esaltato ancor più dal miele di castagno, dalle mele cotogne e, mi dicono, da una deliziosa marmellata di cipolle.
Ho avuto anche un incidente di percorso: invogliata da una golosa pralina impreziosita da granella di nocciola, l’ho addentata senza sincerarmi del contenuto.
Era paté d’agnello, tanto inviso a me quanto amato da Marco. Io ne avrei fatto volentieri a meno, lui ne avrebbe volentieri mangiato di più.

Tartare di manzo al ristorante La grotta dei Raselli a Guardiagrele

Poi tutto è andato a migliorare: la coreografica tartare di manzo, una fetta di tacchino arrostito a bassa temperatura, baccalà in tempura, tortino di farro, zucchine e zafferano.
Se pizza e foje, un insieme di verdure di campo in focaccia di mais, è cibo contadino, la graziosa riedizione di La grotta dei Raselli ne serba il sapore accontentando anche l’occhio.

La vetta gastronomica del pranzo è stata raggiunta, a mio avviso, da un boccone di zucchina con crema al gorgonzola e asparagi.
Il timballo di crepes con verdurina e provola, col suo sapore deciso, mi sarebbe piaciuto molto senza peperone. Così, purtroppo per me, la mia porzione è piaciuta molto a chi mi stava intorno.
La chitarra con le minuscole polpettine, di origine teramana, è stata inappuntabile, non tanto per il sugo quanto per la squisita pasta all’uovo, ancora più buona (e quindi perfetta) nell’edizione senza glutine.
Non ho avuto le energie per apprezzare l’agnello mandorlato accompagnato da patate al forno e cicoria. Indubbi, però, sono i pregi estetici.
Chi fra voi ama il vino si conceda anche un’escursione nella ricchissima cantina nell’antro che dà nome al ristorante e che è l’angolo più suggestivo di La grotta dei Raselli.

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