La lettrice scomparsa di Fabio Stassi (21/16)

stassiLa lettrice scomparsa di Fabio Stassi è un delizioso divertissement letterario che non mancherà di suscitare un entusiasmo sincero nei lettori forti.
Si astenga chi in un giallo cerca brividi adrenalinici e scazzottate fra i vicoli: salvo una (evitabile) incursione nei bassifondi romani, Vince Corso, il protagonista, giunge alla conclusione dell’appassionante caso solo tramite meravigliosi ragionamenti metaletterari.
Vince Corso, ex docente precario sfruttato e abbandonato dal sistema scolastico, è un biblioterapeuta.
Questo suo nuovo lavoro ha stimolato la mia fantasia al punto che non escludo certo di aprirne uno studio anch’io, ben consapevole che spesso un buon libro ha effetti più salubri e duraturi di un intero blister di Prozac.
Se, dunque, sono grata a Fabio Stassi per questa idea che mi sta sedimentando nell’animo, devo ammettere che, nella lettura, mi sono sentita più malato che medico.

Fabio Stassi ha la capacità di raccontare trame anche famose con un’originalità e una precisione assolutamente rare.
I libri citati e presentati sono così sapidi che presto leggerò per intero quelli che non conosco ancora, soprattutto il Wakefield di Nathaniel Hawthorne, intrigante racconto di un uomo che sceglie di sparire per continuare a spiare, dalla finestra di un appartamento confinante con il suo, la vita della sua famiglia che continua senza di lui.
La lettrice scomparsa dona dunque un protagonista insolito e appassionante, un thriller in cui si gioca a scacchi con l’intelligenza dei lettori, una serie di consigli di lettura sottoscrivibilissimi e, per di più, una serie di curiosità erudite che ho trovato parecchio intelligenti.
Ad esempio, sapete perché si arrossisce quando ci si vergogna? “La prima vergogna che ha provato un uomo è stata per l’omicidio di un innocente (Abele, n.d.R). Arrossiamo per non dimenticare questa colpa, per avere sparso quel sangue”.
E non trovate che sia verissimo, in una semplificazione dei rapporti fra i generi, il fatto che “qualsiasi donna, bella o no, di fronte a un uomo che la guardi, si chiederà sempre che impressione darà, non a quell’uomo lì, ma in generale. Un uomo, invece, anche brutto, di fronte a una donna, la prima domanda che si fa è se a lui lei possa piacere”.

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