La braceria La pecora nera di L’Aquila

Created with Nokia Smart CamA La pecora nera si compra buonumore.

Il vero tratto distintivo del locale è l’allegria.

Se non bastasse l’accoglienza amichevole dei titolari, sarebbero i gadget e i trofei appesi al muro a dimostrare che si è entrati in una grande famiglia, cementata dalla passione per gli arrosticini e per la birra buona.

Cuori dappertutto, sabato, ci ricordavano che si festeggiava san Valentino. Poche, pochissime le coppie: chi ama La pecora nera è tipo da grandi compagnie, da risate in allegria.

Goliardici più che romantici, gli avventori, tra tavolate di amici come la nostra, curiosavano tutt’attorno per ingannare l’attesa (non lunga, a dire il vero: tra l’ordine e la consumazione intercorre solo il tempo necessario alla cottura dei cibi).

Intere pareti sono dedicate alle foto: i detentori dei record (giovani carnivori, arrostinomani da trofeo, dentiere arzille) sono immortalati con i loro successi.Created with Nokia Smart Cam

Ci sono nonnine di novanta anni fiere dei quattro arrosticini ultimati e giovanotti nel fiore dell’età che ne spazzolano diverse decine. Poi ci sono i bambini, anch’essi a caccia di successi.

In quegli scatti trovi, sorridenti e orgogliosi, molti conoscenti e qualche amico. La pecora nera si pubblicizza così, con il tam tam.

Offre un menu allegro, fatto di bruschette dai sapori più impensati (addirittura sarebbe possibile assaggiarne una all’ortica) e da tanta carne.

Noi, in quattro, abbiamo ordinato un vassoio di sette bruschette (la mia, ai funghi, le altre con noci, o cinque formaggi, o olive), poi quaranta arrosticini.

Dieci, ben cotti, avevano una bandierina a parte: erano destinati all’amica in dolce attesa e, pare, sono stati assai graditi anche dalla nuova vita che le cresce dentro. Gli altri, da dividere in tre, erano di gusti diversi: pecora, maiale o tacchino (il mio gusto preferito). Nulla da dire: semplicemente perfetti per cottura, grandezza, sapidità. Non a caso i gestori di La pecora nera fanno incetta di premi dovunque presentino i loro arrosticini.

Il tiramisù annegato nel caffè, che, sbagliando, ho scelto in conclusione di serata, di dolce aveva solo il nome. Un’amica mi ha giustamente redarguito: mai scegliere qualcosa che non viene prodotta direttamente dal ristoratore, anche se arriva direttamente dalla pasticceria. Mi sono redenta subito e, per soffocare la delusione, mi sono regalata un bruschettone alla nutella, cosparso di cocco a destra e di cioccolato bianco a sinistra, che mi ha riportato in paradiso.

lampEterna lode a Ferrero, dovunque ora sia.

E lode anche ai gestori di La pecora nera che, con una spesa relativamente modica (63 euro complessivi), ci hanno offerto buona carne, sapori stimolanti e ore di allegria.Created with Nokia Smart Cam

A conclusione della bella serata, ci è stata donata una lanterna cinese a cui affidare i nostri desideri prima che fosse lasciata libera di volare nel cielo. E mentre nello spiazzo esterno la preparavamo, la vedevamo gonfiarsi e poi salire in cielo, abbiamo pensato tutti che la felicità, in fondo, è tutta qui: un po’ d’amore, un pizzico di amicizia, un pugnetto di allegria e, a insaporire il tutto, cibo buono in quantità.

AMBIENTE: 8/10

CORTESIA: 9/10

QUALITA’ DEL CIBO: 8/10

GENEROSITA’ NELLE PORZIONI: 8/10

RAPPORTO QUALITA’- PREZZO: 8/ 10

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