Il ristorante La Pineta di Cingoli

WP_20150829_005Siamo arrivati al ristorante La pineta di Cingoli per un errore di valutazione.

Ancora sazi dalla ricca cena della sera precedente e più che decisi a ripetere l’esperienza di lì a qualche ora, cercavamo un locale economico dove consumare velocemente un primo.

Abbiamo notato un cartellone basso che segnalava la presenza del ristorante La pineta e distrattamente ho interpretato i due bulloni che lo tenevano affisso come due stelle assegnate all’annesso albergo. Da lì, ho mal preventivato anche la spesa.

È bastato entrare nell’ampia sala deserta per rendermi conto dell’errore.

Vero è che dal momento in cui ci siamo accomodati a quello in cui la cameriera è venuta a prender l’ordine sono intercorsi dieci minuti buoni anche se eravamo gli unici avventori: avremmo avuto tutto l’agio di alzarci e andar via, dopo aver dato uno sguardo ai prezzi.

WP_20150829_004Siamo rimasti.

E abbiamo fatto male.

Per 24 euro complessivi abbiamo avuto una bottiglia d’acqua, una sessantina di grammi di spaghetti con guanciale e sporadiche tracce di tartufo finemente grattugiato (per Marco) e (per me) tre fettine di prosciutto (salato), una bruschetta al pomodoro e quattro spicchietti di quella focaccia mal lievitata che qui chiamano crescia.WP_20150829_002

Io, che venivo dalle sontuose farciture della crescia mangiata il giorno prima in un chioschetto sul lago, sono rimasta molto delusa.

La carbonara tartufata di Marco, invece, aveva un buon sapore, grazie soprattutto alla cottura al dente della pasta; gli ingredienti, invece, sono stati dosati con molta parsimonia.WP_20150829_003

Per fortuna non avevamo fame, altrimenti non l’avremmo certo allontanata con questo frugalissimo pasto consumato senza entusiasmo al ristorante La pineta di Cingoli.

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