La Pizzeria Vecchia Pescara a Pescara

WP_20151106_018La Pizzeria Vecchia Pescara, a due passi da corso Manthoné e dalla casa natale di Gabriele d’Annunzio, è il posto giusto per trascorrere una serata piacevole.

È una questione di cibo, certo, ma anche di ambiente: su una strada a lastroni, proprio come si pavimentava nel passato, in un locale che restituisce un’atmosfera novecentesca, ho assaggiato una pizza che ricorderò nel tempo.

Il segreto non è solo nelle tecniche di pastificazione descritte nella prima pagina del menu: non è solo questione di tempi di preparazione lunghissimi e dosi omeopatiche di lievito nell’impasto. Fra gli ingredienti del successo c’è anche la maestria del pizzaiolo che sforna al momento giusto, consegnando ai tavoli pizze dorate e croccanti, ben cotte ma non bruciate, e prima ancora la qualità delle materie prime, che rendono ogni boccone davvero squisito.WP_20151106_014

Non so dire se sia stata più buona la mia pizza con salsiccia e friarelli o quella di Marco, una grande rossa con funghi e prosciutto: sarebbe una gara fra Titani. La scelta, quella sì, è stata ardua, perché nel menu ben quattro pagine sono dedicate alle pizze; ho il sospetto però che, qualunque opzione ci avesse invogliato, si sarebbe rivelata vincente.

Grazie ad una convenzione con il FLA, abbiamo goduto di un menu letterario che offriva a soli 20 euro le bevande, le pizze spaziali che vi ho già mostrato, il dolce, ma soprattutto un antipasto sfiziosissimo che si articola in sei tappe del gusto e che consiglio vivamente ad ogni gourmer.

Non esagerate con il piatto di affettati che accompagna pezzi di una squisita focaccia: sono davvero buoni, lo so, ma il meglio deve ancora arrivare. Anche le verdure grigliate preludono al vero piacere, che ci viene consegnato in forma di vassoio con quattro ciotole in coccio.WP_20151106_009

In una riposano peperoni, uovo e parmigiano, secondo una ricetta abruzzese antichissima molto gradita da mio marito; nelle altre ci sono invece tre piatti caldi: gli abbracci, un amplesso orgasmatico tra prosciutto e provola fusi insieme nel forno, lo sformato di patate e zucchine, reso unico dalla consistenza delle verdure, tagliate sottilissime e separate da un sottile strato di formaggi, e un’ineguagliabile melanzana alla parmigiana.

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La ricca cena è stata accompagnata dalla voce garbata di Antoine de La Vega che, in sottofondo, ha cantato le belle canzone della tradizione melodica: il venerdì, infatti, è giorno di pianobar alla pizzeria Vecchia Pescara.

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