La relazione di Andrea Camilleri (5/2015)

La relazioneLeggevo La relazione aspettando la caduta di stile.

Quando Andrea Camilleri scrive per Mondadori, di solito ne approfitta per sfogare le sue fantasie deteriori: se già gli ultimi due libri, pur editi da Sellerio, giacevano abbandonati nelle retrovie della mia libreria, che cosa avrei dovuto aspettarmi da questo?

Eppure pian piano lo stile paratattico, quasi martellante, in cui sono descritte meticolosamente le meticolose azioni del meticoloso protagonista, l’incorruttibile Mauro Assante, ha incominciato ad affascinarmi.

Come si neutralizza un uomo ombroso, puntiglioso, che non conosce la gioia del poltrire a letto e che neppur malato si avvicina alla colazione in pigiama, un orso che la moglie Mutti ha ricoperto di pelle umana in dodici anni di lavorio matrimoniale?

Scrive Camilleri: “Mutti risolve i problemi a modo suo: non ponendoseli. Lui invece dei problemi, anche di quelli piccoli, vuole venire sempre a capo”.

Troppi nemici intorno a lui: i colleghi che ne invidiano la carriera, gli avversari che ne temono l’acume, i vicini che non ne tollerano i mutismi. Una sola amica, cioè la moglie lontana, o forse due.

La sproporzione di forze è evidente, ma con La scomparsa di Patò Camilleri ci ha abituato alla sopravvivenza in extremis dell’onesto, quando rinsavisce. Ci sarà un colpo di scena? Ne saranno due? Quali dei tanti colpi sferrati dai nemici affonderà Assante? O riuscirà a galleggiare come sughero sulle brutture della società? Oppure ogni onesto è un corrotto che non ha ancora avuto l’occasione per delinquere?

Invidio i recensori che sostengono di aver capito subito come si sarebbe evoluta la trama. Io ho letto avidamente immaginando ad ogni pagina un finale diverso e non sono scontenta delle ultime pagine, anche se non le avrei mai ipotizzate.

Aver accantonato il siciliano per un italiano semplice non nuoce alla nota fluidità espressiva e pare estendere all’Italia intera le ubbie, le fisime, gli straniamenti dei personaggi che ruotano attorno a Montalbano.

Ecco, ad esempio come Camilleri esprime lo sconforto del vivere in città: “Ha l’impressione che i palazzi davanti a lui si siano trasformati in alberi mostruosi di un’intricata foresta dove si nascondono insidie mortali, agguati senza scampo. La distanza che, dal punto in cui si trova, lo separa dalla sua casa gli appare talmente grande da essere praticamente impercorribile. Poi, poco a poco, riesce a guadagnare quel minimo di autocontrollo che gli consente di raggiungere, tra infinite cautele, il portone di casa”.

Ma l’uomo non è nato per soffrire: basta poco per rasserenarsi, magari una telefonata che diventa “un balsamo che fa sparire in un solo momento il colore nero seppia di quella giornata”.

O un libro di Camilleri che ti regali emozioni e divertimento in un pomeriggio uggioso di gennaio.

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2 commenti su “La relazione di Andrea Camilleri (5/2015)

  1. “Quando Andrea Camilleri scrive per Mondadori, di solito ne approfitta per sfogare le sue fantasie deteriori…”, il che descrive esattamente il motivo per cui ho evitato accuratamente “La relazione”. Mi par di capire che devo rimediare, quindi grazie! 🙂

    E grazie anche del passaggio su Masedomani!

    • Benedetta Colella il said:

      Ma se domani (www.masedomani.com) è uno dei miei siti di riferimento 🙂
      Grazie del commento. Sono curiosa di sapere se ti piacerà.

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