La Reserve Hotel Terme a Caramanico Terme (PE)

Sono entrata a La Reserve, Hotel Terme a cinque stelle di Caramanico, tempio del benessere e del salutismo, con la stessa devozione che Attila avrebbe riservato ad una chiesa.
Non ho incontrato nessun papa Leone Magno a convertirmi e tuttavia lo spirito iconoclasta con cui da sempre osservo questi fenomeni si è in parte dissolto.
La cura dei dettagli e l’attenzione verso i clienti diventano quasi maniacali a La Reserve.
Ho visto un’elegante signorina offrire persona per persona i bocconcini finger food dell’aperitivo cenato, addirittura fra i lettini o dentro le piscine riscaldate.

Come abbia fatto a distinguere i tratti somatici di ognuno in quel mondo di accappatoi bianchi e cuffie nere è un mistero che io, poco fisionomista anche in condizioni normali, non riesco a penetrare.

La piscina interna a La Reserve hotel Terme di Caramanico

Molti hanno preferito nuotare all’esterno, dove, tutta illuminata, fumava una grande piscina a 36 gradi, collegata all’interno tramite un elegante corridoio; altri si sono goduti quella interna, più piccolina e con potente idromassaggio, con sporadiche incursioni a un percorso vascolare ottenuto percorrendo un corridoio di acqua fredda e subito dopo uno di acqua calda.

La piscina esterna a La Reserve Hotel Terme a Caramanico

Nel clima asettico e ovattato è piacevole estraniarsi dal mondo, godendo del tepore delle acque come di un liquido amniotico che riporta alle origini.
Sono sensazioni che ho dedotto osservando il viso dei presenti, ma che non ho vissuto di persona: non avevo con me neppure il costume e mi sono accontentata di stazionare nella grande sala d’ingresso al centro benessere, con qualche incursione all’interno, ovviamente troppo caldo per chi, come me, era vestito di tutto punto.
I divani sono posizionati in modo da creare piccole isole di conversazione nel vuoto della stanza: al centro, il pavimento si fa di vetro. Sotto, con effetto scenico spettacolare, scorre un laghetto artificiale di acque termali.
Avevo con me il fedele Kindle, ma ho notato con piacere una piccola libreria a disposizione degli ospiti.
Avrei letto volentieri, ma la musica a tutto volume (nettamente in contrasto con il divieto all’utilizzo del telefonino per salvaguardare il relax dei clienti) non mi ha permesso di far altro se non guardarmi intorno.

Ombrina e pancetta

Ammetto che, preoccupata dall’insistente accento sulla leggerezza dei pasti sia nel sito di La Reserve Hotel Terme di Caramanico sia fra le recensioni, all’autogrill avevo consumato un corposo panino plebeo che mi ha permesso di apprezzare, poi, gli stuzzichini offerti senza dolermi per l’evidente evanescenza.
Anzi, ho subìto a pieno il fascino di quei pirottini non più lunghi di un pollice per lato, concepiti come piccole opere d’arte per l’impiattamento delicato.

I sapori, poi, erano unici, nel senso che, non essendoci materia per un secondo morso, la suggestione della ricetta non veniva banalizzata dall’esperienza.
Si è esordito con un’insalata d’orzo, centellinata chicco a chicco con lillipuziani cucchiaini: il tocco di sapore era conferito al piatto dall’improvvisa percezione di pezzettini atomici di zucchine e patate.
Dopo di che, sono stati i bocconcini di pesce a rallegrarci: baccalà con peperoni, trota con spuma, gamberetto su base di melone, polpo su purea di patate.
La mistione fra carne e pesce è stata addirittura incoraggiata da un magnifico boccone di ombrina avvolta nella pancetta, che ha dato il via a qualche assaggio “di terra”: tacchino alla canzanese con carotine, polpetta cacio e ova, zuppa di lenticchie con tubettini.
Di nuovo pesce per la pasta al sugo di pannocchia.
Di nuovo carne con il vitello glassato al Montepulciano e purè.
Infine, il momento più bello: la torta con la candelina in onore dello smagliante cinquantenne per cui è stata organizzata la piacevole festa a sorpresa.
Di nuovo auguri, caro Antonino!

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