Il ristorante La tana del rosso a Roccacasale (AQ)

20160521_155913Sulle tracce di La tana del rosso, ristorantino in amena posizione a Roccacasale, ci ha messo Tripadvisor: ci sono input gastronomici che vanno seguiti, perché la scoperta del territorio passa anche per un buon piatto di specialità locali.
Certo, la valorizzazione sarebbe più semplice se i prezzi fossero un filino più bassi.
Noi, in quattro, abbiamo speso 110 euro per 4 antipasti, 4 primi, 2 secondi, 2 tiramisù, 1 contorno, svariate bottiglie d’acqua e una bottiglietta di cocacola. E questo è l’unico punto a sfavore: sul resto (ambiente, cortesia dei gestori, qualità dei cibi) davvero non c’è nulla da obiettare.20160521_134600

L’antipasto, ad esempio, è fatto di specialità a kilometro zero. I formaggi, poi, sono accompagnati da un vassoietto di mieli aromatizzati molto buoni che ci ha creato qualche difficoltà di scelta: gustare puri gli ottimi latticini o aprirsi al fascino discreto del miele alla menta o alla mela verde o in svariate altre combinazioni?
Del piatto di salumi e formaggi ho apprezzato tutto, ma principalmente la caciotta con carbone vegetale e una meravigliosa lonza con maiale nero di Vittorito che sarebbe stata prodromica a una magnifica grigliata, superbo secondo.20160521_134437
Ma andiamo con ordine, anche perché la tenerezza dei carciofi di La tana del rosso è difficile da provare (e infatti per contorno ne abbiamo chiesto e ottenuto un nuovo assaggio).
Oltre gli affettati, dunque, già porzionati nei piatti, l’antipasto ha previsto anche peperoni, olive, ricotta fresca e verdure grigliate. Grande assente, un piatto caldo che favorisse il passaggio ai primi.20160521_134538
La tana del rosso ha il culto della pasta fresca, appena ammassata. E i ravioli alla ricotta con pesto di mandorle, noci e pistacchio che hanno estasiato i miei cognati si trovano difficilmente altrove. Gratitudine infinita per Pamela, che me ne ha regalato uno, il cui sapore rimarrà a lungo impresso nella mia memoria.20160521_141611
La mia chitarra con zafferano e ricotta affumicata era arricchita da scaglie di profumatissimo tartufo ai quattro lati del piatto: il risultato è stato un mix di delicata raffinatezza.
Siccome l’erba del vicino è sempre più verde, avrei però barattato volentieri il mio piatto con il gusto più deciso di quei meravigliosi ravioli.20160521_141509
Con nulla al mondo, invece, avrei cambiato la mia mezza porzione di carne.
Grande protagonista il maialino nero di Vittorito, presentatoci in forma di guanciale, braciola e salsiccia. Non so dirvi quale opzione sia stata migliore in questo tris di perfezione.20160521_144501
Si aggiunga, poi, una finezza tipica del ristorante La tana del rosso: il sale non è distribuito sulla carne, ma presentato a parte in tutte le declinazioni possibili. In un vassoietto, infatti, ce ne sono di tutti i colori: rosa, nero, grigio, affumicato, bianco. Avrei avuto voglia di sperimentarli tutti, ma la carne era perfetta così com’era, al naturale. 20160521_144019
Infine, il tiramisù. Per la prima volta nella mia vita, l’ho assaggiato con una base tipo cantuccini e non mi è piaciuto particolarmente (ma dopo quella carne nulla sarebbe stato apprezzato).
20160521_150816I proprietari ci hanno congedato con liquori e digestivi, generosamente offerti e mai così necessari. Torneremo.

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