Le Spiagge Bianche di Rosignano Solvay (LI)

20160602_123532La Spiagge Bianche di Rosignano Solvay sono belle, bellissime.
Belle da morire.
Non ho letto di loro su una rivista patinata né mi ha invogliato a visitarle una guida turistica.
Ho scoperto invece la loro esistenza su un saggio di denuncia sociale: “Acqua da tutte le parti“, di Antonello Caporale, che spiega come dalle scorie tossiche della Solvay, che rifornisce di bicarbonato di sodio mezza Europa, si origini una spiaggia dagli insoliti colori tropicali.
Il paradosso intrinseco di una discarica che si fa luogo paradisiaco, ma che cela in sè misture infernali mi ha soggiogato al punto che ho voluto sincerarmi di persona della situazione.
E la meraviglia è cresciuta ancora.

Lungi dall’essere un luogo solitario, la spiaggia bianca di Rosignano Solvay ha infrastrutture da grande afflusso turistico.20160602_123348
La servono enormi parcheggi, collegati al mare da un servizio navetta: data la bassa stagione e più ancora il maltempo, però, il 2 giugno 2016 Marco ed io eravamo praticamente soli a camminare su quest’ampia distesa di sabbie di un bianco innaturale, che, nel lucore lattescente di un cielo nuvoloso, pareva avvolgerci in un tunnel di irrealtà.
Di fronte a noi, il mare era di azzurro pallido quasi luminescente.
Le nuvole in cielo non lasciavano spazio al dubbio: quell’azzurro era intrinseco al mare, incongruo, innaturalmente acceso anche senza sole.20160602_123322
L’impatto era folgorante: bastava strizzare gli occhi per immaginare in lontananza chioschi di bibite tropicali e belle hawayane a far la ola. E per rinvenire da questi sogni ad occhi aperti, bastava voltarsi un attimo: alle nostre spalle, infatti le poderose ciminiere della Solvay continuavano ad espellere nell’aria minacciosi fumi bianchi. 20160602_123517
Mi chiedo se sia giusto lasciare liberamente fruibile questo luogo così contaminato.
Chi risponde della salute di quegli avventori che non hanno le coordinate culturali per distinguere il bello dall’utile, il candido dal sano?
Di quei surfisti che si sfideranno fra le onde del tutto indifferenti al divieto di balneazione?
Di quei bimbi che giocheranno a biglie fra l’arsenico e la soda caustica che, sia pure in proporzioni minime, concorrono a formare le Sabbie Bianche di Rosignano Solvay?

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook.

Nella pagina “I luoghi che ho visto” troverai tutti i luoghi che ho raccontato sul blog.

Precedente Nove volte per amore di Maurizio De Giovanni (24/16) Successivo Il ristorante Symposium di Paestum (SA)