Le vie dello zafferano a San Pio delle Camere (AQ)

WP_20151025_018Le vie dello zafferano passano per San Pio delle Camere

Ieri, 25 ottobre 2015, si è svolta lì la seconda edizione di una superba rassegna gastronomica incentrata sulla spezia pregiata, dal nome, a me sgradito, di Raccogli, conosci e degusta: alla scoperta dei saperi e sapori dello Zafferano dell’Aquila (come se un così gradevole programma andasse comandato e non delibato).

Avrei acquistato molto dagli stand ospitati nelle botteghe locali se non fossi stata limitata dall’assenza di zafferini.

WP_20151025_026In questa manifestazione, infatti, gli euro erano fuori corso. Qualunque attività andava pagata in zafferini, in rapporto 1:1 con la moneta corrente nel resto d’Italia.WP_20151025_024

Vantaggi? Nessuno. L’operazione procurava solo il fastidio di preventivare le spese, cambiare il denaro, riconvertire eventualmente gli zafferini residui a fine giornata.

E siccome ho idiosincrasia per queste cose, mi sono incaponita a non comprare proprio nulla.

WP_20151025_012Per fortuna Marco è meno testardo di me.

Quando si è reso conto che il menu proposto non aveva nulla a che fare con la qualità spesso precaria di una sagra nostrana, ma era stato concertato e preparato nelle cucine di chef titolati, con la collaborazione di Walter Zonfa, l’ambasciatore della cucina aquilana nel mondo, ha deciso che, zafferini o non zafferini, il pranzo andava assaggiato.WP_20151025_022

E ha diviso con me ogni piatto.

Prova d’amore suprema, ha rinunciato addirittura alla metà del Vitello laccato al miele di montagna con purea di ceci di Navelli allo zafferano (a tacer del tocco di cipolla rossa in agro che dava un che di spiritoso al tutto), di una tenerezza e di un’intensità di sapore difficilmente eguagliabile.

Prima ancora, avevamo apprezzato moltissimo il primo, Sagnette aquilane allo zafferano, Canestrato di Castel del Monte e zafferano, arricchito per di più da croccante pancetta, e un insolito antipasto, la Vellutata di fagioli con dadolata di patata turchesa e crostini di pane di Solina con fili di zafferano, appena un po’ povero di sale, ma nell’insieme godibilissimo.

Da bere, l’acqua delle fontanelle, di potabilità eccellente come garantito dai pannelli lì vicino. A destra o a sinistra, come fidi scudieri, un tavolino con migliaia di bicchieri di plastica e un secchio dell’immondizia per degustare senza deturpare.WP_20151025_002

Il percorso degustazione è stato il culmine di una manifestazione comunque ben orchestrata, che ci ha permesso innanzitutto di scoprire le peculiarità di San Pio delle Camere, nei cui vicoli non eravamo mai passati, e poi di curiosare fra le eccellenze gastronomiche locali, i corsi di degustazione e gli show cooking.

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