Locorotondo (BA)

WP_20160123_017Locorotondo lo immaginavo, ovviamente, circolare.
Non avevo tenuto conto del fatto che al minuscolo centro storico, che tiene fede al suo nome, si è aggiunta nel tempo un’anonima periferia che lo snatura.
Dalla circonvallazione si gode sì di una spettacolare vista sulla Valle d’Itria, ricca di trulli e masserie, ma il traffico rende disagevole la contemplazione.
Conviene recarsi alla vicina Villa Comunale che fronteggia la porta d’accesso al borgo per gustare il panorama, rinunciando, però, ad apprezzare la pianta circolare dell’antica Locorotondo.WP_20160123_023WP_20160123_028

Alberobello dista solo pochi chilometri, ma la sua urbanistica è già lontana anni luce. I trulli sono costruzioni di campagna e Locorotondo è città fin dai tempi più antichi.
Lo caratterizzano i cummisi, tetti spioventi costruiti con una complessa tecnica ad incastro tanto economica da realizzare un tempo quanto costosa da restaurare oggi.
Ed è piacevole perdersi fra i vicoli ondivaghi come in un labirinto fatto di pareti bianche e fioriere rosse, usando come bussole la bella cupola a colonnine e il campanile di San Giorgio Martire, che caratterizzano lo skyline di Locorotondo.WP_20160123_029WP_20160123_030
Sontuoso nelle sue decorazioni barocche e nel rosso pompeiano della sua facciata, Palazzo Morelli dà sulla piazza principale, vero e proprio salotto della cittadina, dove non è raro essere fermati dalle persone del luogo per un consiglio, un parere, un ricordo del tempo che fu.


Una simpatica artigiana ci ha aperto spontaneamente le porte del suo laboratorio, mostrandoci con quale velocità riusciva ad ultimare un piattino in ceramica, mentre chiacchierava amabilmente dei sogni di sviluppo turistico e dei limiti organizzativi del Comune e dei paesani in questo insolito borgo del Sud che conserva la veracità della tradizione per offrirla, assieme alle sue bellezze, ai turisti.

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