Incontro con Lorenzo Marone

WP_20150509_009Eran tre mesi che aspettavo l’incontro con Lorenzo Marone.

La tentazione di essere felici, il suo primo romanzo per Longanesi, mi era rimasto nel cuore e volevo conoscere il giovane padre del vecchio Cesare Annunziata, personaggio straordinario che ci insegna come non sia mai troppo tardi per metterci al centro del nostro progetto di vita e perseguire la felicità.

E, soprattutto, che la “grande” felicità non è data da un singolo evento che ribalta la propria esistenza, ma da tante “piccole” felicità che colorino di rosa la percezione di vita.

Eran tre mesi che aspettavo, dunque, l’incontro con Lorenzo Marone alla Libreria Universitas Mondadori di Francavilla al Mare, a cura di Carla Porcaro, grande lettrice, fine dicitrice, inesausta curatrice di indimenticabili pomeriggi con gli autori.

Lorenzo Marone e Carla Porcaro
Lorenzo Marone e Carla Porcaro

Eran tre mesi che aspettavo e sono arrivata tardi.

L’incontro era già a metà quando sono entrata ansimante nella sala ovale in cui Lorenzo Marone incantava la platea con quel suo sorriso timido che dava ritmo ad una loquela invece sicura, propositiva, empatica.

Parlava dei suoi progetti futuri: un film imminente, che probabilmente verrà annunciato già dalla prossima settimana (non dovrebbe dirlo in anticipo, ci confida, ma chi può tenersi dentro un segreto così lieto?) e un nuovo libro, su un quarantenne e sul suo aggrovigliato rapporto con la famiglia.

“Manca poco?” chiediamo ad una sola voce.

“Non manca nulla, anzi c’è troppo” ci risponde sincero “Adesso devo smussare, tagliare, armonizzare, fare in modo che nessuno si riconosca nel personaggio che ha ispirato”.

Lorenzo Marone non sa scrivere come insegnano nelle scuole di scrittura: non conosce scalette, non si dà ritmi, non conosce neppure la trama delle storie che gli si animano fra le dita. Scrive prima, nell’empito della passione, per dar sfogo alla sua fantasia. Solo poi lima, taglia, aggiusta, scolpisce da quel magma il suo romanzo.

Non è nato scrittore: è stato, è e sarà soprattutto un gran lettore. Ci elenca alcuni dei libri che gli hanno cambiato la vita: quelli di Elsa Morante, soprattutto, e Bukovski. Il suo romanzo preferito è “Le correzioni” di Franzen e in genere preferisce tenersi aggiornato sulle novità della narrativa italiana.

È uno di noi, insomma.

Lo abbiamo percepito da subito, per questo la discussione si è animata.WP_20150509_008

Tutti avevano qualcosa da chiedere, da commentare, da chiarire, da raccontare: aneddoti di vita privata che trovano riscontro nel libro, emozioni scottanti nel confronto con i personaggi. Il preferito dal pubblico sembra essere Marino, l’amico buono che, nonostante i dispiaceri che hanno addolorato la sua vita, ha ancora un cuore che sa battere per gli altri.

Lorenzo Marone non si è tirato indietro, con l’entusiasmo di chi è consapevole di star vivendo il momento più bello della sua vita: un figlio in arrivo, un romanzo di successo da quattro mesi ai vertici delle classifiche di vendita, una serie di presentazioni che lo portano a scoprire città nuove e bellissime (ah, la spiaggia dorata di Francavilla! A Napoli, con tutto quel mare, non è mica così semplice farsi un bagno in acqua salata) e persone entusiaste, curiose, aperte alle novità.

Chi legge, infatti, non ha tempo per far del male.

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