Incontro con Maurizio De Giovanni

WP_20150822_014Maurizio de Giovanni è a pochi metri da me.

Lo guardo rapita, persa in quell’unica alchimia che fa battere all’unisono i cuori del centinaio di lettori assiepati fra gli scaffali della Libreria Mondadori di Pescara ad applaudire il papà del commissario Ricciardi e delle altre Anime di vetro

Emozionato dalla nostra stessa emozione, bruciante del nostro stesso calore, Maurizio de Giovanni non si dosa e non centellina le sue confidenze.WP_20150822_003

Arriva addirittura a raccontarci gli spunti da cui nasceranno i due prossimi romanzi, dando voce da par suo alle canzoni che lo stanno ispirando.

Già, nonostante le perplessità dell’Editore, che non sottovaluta la diffusione planetaria dei suoi romanzi e teme un eccesso di provincialismo, l’autore ha in mente una trilogia (rinuncia, gelosia, tradimento) basata sulle canzoni napoletane: se De Giovanni ha sconfinato dove Salvatore Di Giacomo non è mai arrivato, bene, tramite lui giapponesi e americani scopriranno di che malie è capace la musica napoletana.

Il brillio del suo sguardo non può mentire: De Giovanni vive in prima persona le sue storie. Ce lo racconta con tono divertito: quando scrive diventa per sua stessa definizione una persona ignobile, che vive nella stessa tuta per giorni, che mangia quando ha fame, che dorme quando ha sonno, tanto preso dalla sua storia da pensarla sotto la doccia, nel letto, a tavola. Impiega pochi giorni a scrivere, che sarebbero pochissimi se imparasse a digitare più velocemente.WP_20150822_006

Sono però giorni di stordimento, di assenza da sé. La prossima full immersion è alle porte: Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone gli urla dentro, smaniosa per prendere forma, per nostra fortuna inarginabile.

E se la verve, la bonomia, la familiarità istintiva che lega l’autore ai lettori cancellano subito ogni soggezione e stimolano interventi non sempre pertinenti dalla platea, se, intercettando gli sguardi teneri che scambia con la moglie, intuisco la lealtà e la sensibilità dell’uomo, non posso dimenticare che davanti ai miei occhi si sta animando un monumento, perché fra qualche secolo il nome di Maurizio De Giovanni sarà custodito nei manuali di Storia della letteratura italiana.

In fila per il firmacopie
In fila per il firmacopie

Oggi, però, lo aspetta la televisione, inedito campo di azione per il nostro versatile autore. Questa sfida lo spaventa più delle altre. La tv, infatti, non chiede permesso: basta cliccare un tasto del telecomando e irrompe in casa, immediata, prepotente. Un romanzo è scelto con cura in libreria, un film ci porta al cinema con atto volontaristico; non è così per la fiction, che ha perciò bisogno di cure e mediazioni maggiori.WP_20150822_001

I Bastardi di Pizzofalcone non verranno massacrati nella riduzione televisiva, ce lo ha assicurato: solo qualche piccola concessione al buonismo dilagante, qualche sforbiciata a sequenze che avrebbero un impatto mediatico troppo forte.

WP_20150822_007Ed io non so che cosa attendere con più ansia: il nuovo romanzo di Lojacono, i due già accennati di Ricciardi, i Bastardi in tv o, semplicemente, un nuovo incontro in libreria, perché ho amato Maurizio de Giovanni per i suoi romanzi ma oggi gli voglio bene anche per il modo trasognato e dissacratorio insieme di gestire il suo successo.

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