Minore di tre di Andrea Piersanti (55/2015)

WP_20151218_001Qual è il best seller del Natale 2015 alla Libreria Colacchi, la più antica di L’Aquila?
Forse l’ultimo di Bruno Vespa, nostro illustre concittadino?
Volo? Il Volo? Grisham? Graham?
No, signori.
Il libro più venduto di questo mese è “Minore di tre” di Andrea Piersanti, opera prima in self-publishing di un giovane aquilano che ha la letteratura nel sangue.
Se i primi acquirenti sono stati spinti dall’amicizia o dalla curiosità, ben presto la freschezza del romanzo si è imposta sulla notorietà locale dell’autore. Sono i miracoli di “Il mio libro“: un testo privo di editing mantiene un’originalità che troppe riscritture rischiano di appannare.
Minore di tre” è la storia d’amore, pudica e sincera, fra due giovani molto lontani dagli stereotipi in voga: alle notti brave, al gruppo come surrogato di una famiglia assente, al sesso svilito di troppi romanzi young adult, Andrea Piersanti contrappone con forza un modello per i nostri giorni eversivo.

Alessandro Cardi, il protagonista, è un ventenne nostalgico e lunare, che osserva il mondo con piglio da scrittore. I suoi sentimenti, mai esibiti, mai patetici, trapelano virilmente nei gesti, nelle parole e nei silenzi; in quest’epoca di pornografia sentimentale, pagine come quella in cui Alessandro si confronta con il padre giganteggiano per sobria intensità.
Anche i dialoghi, divertenti, freschi, verisimili, sembrano già pronti per il teatro, l’altra grande passione dell’autore. La forza di “Minore di tre” sta, a mio avviso, nel nerbo dei personaggi e nella vivacità delle singole scene più che nella coerenza della trama. Mi ha commosso, e qui sono di parte, la rievocazione degli studi liceali e del “mondo di sicurezza che quegli anni gli avevano offerto“.
La competenza e la disponibilità riconosciute ai docenti finanche nei cognomi antonomastici (Carducci, Alfieri), il clima di serenità e collaborazione fra gli alunni (“Festeggiarono fino al giorno dopo, tutti insieme. Andarono a cantare sotto la casa della professoressa di latino e greco, tutti insieme. Dopo due mesi andarono in vacanza, tutti insieme, L’ottobre successivo si rincontrarono, tutti insieme […] Di quei “tutti insieme” ne erano rimasti pochi, gli altri avevano preso strade differenti: ci si ricordava dei vecchi tempi solo tramite i messaggi per Natale, Pasqua, Ferragosto; ma quei messaggi, si sa, si inviano “tutti insieme” alla rubrica de cellulare”), gli spunti classici di cui è cosparso e quasi compenetrato il libro sono per il Liceo Classico di L’Aquila il miglior biglietto da visita.
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