Montemarcello (SP)

4A Montemarcello proseguire non è stato più possibile.

La meta, disattesa, era più giù, dall’altro lato del monte, nella Liguria più turistica.

Durante l’itinerario, però, la bellezza senza tempo di Montemarcello, uno dei borghi più belli d’Italia, ci ha avvinto come una malia: la macchina non ci è servita più, perché qui, nel regno dello slow travel, si va a piedi, su sentieri boscosi che conducono a punti panoramici di rara perfezione, o attraverso vicoli in cui si incanala un vento gentile, che porta anche lì, in altura, l’odore e la brezza del mare.1

Montemarcello ha un’anima montana, non solo nel nome: le case si stringono fra loro, fiori e rampicanti profumano fra i recinti, i viottoli, con un passatoio in sanpietrini rossi che rende charmant la pavimentazione, si arrampicano verso la chiesa di San Pietro, fulcro del paese, dando le spalle al mare.

Poi, quando meno te lo aspetti, fra le abitazioni fa capolino il blu del Tirreno a scaldare il cuore.

Per chi non si accontenta di uno sprazzo, ma vuole la grandiosità di una visuale a 180° sul mare, basta superare la barriera, simbolica, di una piccola selva.WP_20150724_005

Sono poche decine di metri, che non ci preparano allo spettacolo che ci attende sul belvedere.

Montemarcello, infatti, è uno spartiacque: a sinistra si stende a perdita d’occhio la Versilia, con le sue spiagge dorate, gli ombrelloni colorati, il mare color petrolio, esausto da troppi bagnanti; a destra, balugina l’azzurro caldo della costa ligure, protetto dalle correnti e dalle rocce, sfacciato nella sua bellezza.

Qui il console Marcello bloccò l’avanzata dei Galli Liguri e, vinto, lui vincitore, dalla natura superba di quei luoghi, volle legarli al suo nome: qualcosa di quel proficuo incontro di civiltà, fra il pragmatismo romano e la vitalità barbara, pare pulsare ancora nei volti della popolazione e nel rumore del vento.

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