Il Museo Leonardiano di Vinci (FI)

Vinci uguale Leonardo.
Per chiunque abbia un po’ di cultura, questa è la sola equazione possibile.
Solo che Leonardo non visse a Vinci.
Ci nacque, figlio illegittimo, lontano dalle chiacchiere della Toscana bene, crebbe col nonno fino a sei o dieci anni (le biografie sono discordanti su questo punto), poi andò via per non tornare più.
Che cosa dire alle torme di turisti che anno dopo anno vanno a Vinci alla ricerca di Leonardo?
Che è stato ribattezzato col nome della città di provenienza per ovviare all’imbarazzo sulle sue origini?

L’interno della casa natale di Leonardo da Vinci

Meglio inventarsi un museo e offrire ai turisti qualcosa da commentare.
Per undici euro, infatti, si acquista un biglietto cumulativo e si comincia la via crucis.
Prima tappa: la casa di origine, isolata fra gli ulivi.
Vuota, ovviamente, tristemente vuota.
Per giustificare il prezzo, si è montato un gingillo hightech che dovrebbe permettere uno zoom su una riproduzione digitale dell’Ultima Cena in seguito a buffi movimenti a centro stanza.
In un’altra ala si è allestito uno spazio cinematografico in cui un attore impersonante Leonardo parla molto e dice poco, alternamente in italiano e in inglese.
Perplessi, riprendiamo la macchina e ci dirigiamo al secondo step, dove c’è una mostra impossibile.
Bando alla facile ironia, è un termine tecnico: indica gli allestimenti dell’opera omnia di un artista.
In riproduzione, però.
L’insieme mi sembra più artefatto che fatto ad arte.
La terza sosta è al centro di Vinci, ridente paesino benedetto da una natura rigogliosa e curata, maledetto dal blasone di un nome da onorare.
Ci si prova come si può, con una serie di istallazioni moderne, fra cui, parecchio riuscita, quella dell’uomo vitruviano in un belvedere favoloso, e con un “museo ideale“.

Non avevo capito che per ideale non si intendeva “perfetto”, ma “fatto di idee”, per loro natura intangibili. Insomma, un sontuoso niente mascherato da ricostruzioni (poche) e tabelloni (molti e soporiferi).

Piazza dei Guidi a Vinci

Per colmo dell’ironia piazza dei Guidi, da cui si accede al museo, è stata trasformata da Mimmo Paladino in una serie di superfici curve o comunque geometriche in un tentativo, non riuscito, di preparare il visitatore al genio di Leonardo.
Vinci, mi dispiace ma non mi convinci!

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