Ninfee nere di Michel Bussi (4/17)

Se vi fidate di me, uscite di casa adesso.
Correte in libreria ed acquistate Ninfee nere di Michel Bussi.
Adesso, senza leggere una parola di più: Ninfee nere va affrontato con innocenza, anzi con incoscienza.
Avete disdetto gli appuntamenti?
Avete ooccupato la poltrona preferita?
Cominciate, allora: “Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny
Una favola? Non direi, nonostante lo stile favoloso.
Un saggio sull’impressionismo? Proprio no, anche se c’è più Monet fra le righe di Ninfee nere che nelle pagine dei manuali di storia dell’arte.
Un thriller? Non immaginate quanto.
Vi ritroverete dentro Giverny come prigionieri di un quadro. Nella letizia di quei colori, nella rapidità di quelle pennellate, vi sentirete rapiti, persi, prigionieri.
In questo paradiso, però, irrompe l’Uomo, col suo carico di egoismi, dolori, ambiguità. Nessuno se ne esime; per questo i personaggi vi rimarranno tutti dentro.
Innamoratevi della piccola, caparbia Fanette.
Non sottovalutate le intuizioni dell’ispettore e del suo vice.
Lasciatevi distrarre dalle malie del paesaggio.
Quando vi sembrerà che la storia non porti a niente, perseverate: tutto ha un senso e, quando lo scoprirete, non potrete dimenticare mai più Ninfee nere.

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Su Il paradiso del lettore, la videorecensione a questo e a molti altri libri.

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