L’oratorio di San Pellegrino a Bominaco (AQ)

WP_20150726_006L’Oratorio di San Pellegrino a Bominaco è una finestra su un Medioevo insolito.

Prima che Giotto monopolizzasse l’idea di pittura, l’artista di Bominaco riempì della sua fantasia le pareti dell’Oratorio di San Pellegrino.

Prima che Dante imponesse al mondo la sua idea di Inferno, l’artista di Bominaco ne propose una sua, accattivante e affascinante.

Le pareti dell’Oratorio di San Pellegrino, infatti, mostrano scene contrapposte: da una parte i buoni, le WP_20150726_007cui anime leggere sono accompagnate fino alla porta del Paradiso (che cosa c’è al di là? L’artista non osa neppure suggerirlo), dall’altra i cattivi. Si parte da una normale rissa e si finisce all’inferno, con i diavoli che pungolano i piedi, il fuoco che divampa crudele. Meglio non arrivarci, nel mondo dei più.

A salvarci ci pensi il san Cristoforone che giganteggia sulla porta, affinché tutti lo distinguano: leggenda vuole che chiunque veda un’effigie del santo non morirà in giornata. Meglio cautelarsi!

Accanto a lui, in proporzioni ridotte, un San Francesco senza stimmate (invidia dei benedettini che gestirono la chiesa o affresco contemporaneo al santo?) e il personaggio più brutto che iconografia cristiana tratteggi, quel Sant’Onofrio eremita coperto della sua barba e della sua chioma. Anche San Pellegrino, o l’anonimo santo pellegrino onorato a Bominaco, viene dall’Oriente ed è sepolto in chiesa.

Chi appoggia l’orecchio in un pertugio interno all’altare può sentirne ancora battere il cuore. Lo so, mi sto facendo prendere la mano dalle infinite suggestioni del posto.

È merito di Chiara Andreucci, custode e guida di questa meraviglia, che conosce ogni dettaglio dell’oratorio di San Pellegrino e sa raccontarlo agli affascinati turisti con un entusiasmo e una generosità del tutto aliene dalla saccenza che altrove rende grevi alcune visite guidate.

È lei che ha reso indimenticabile il nostro Girotrekking, organizzato da Antonio Pattuglia e Raffaele Di Loreto, gli amministratori WP_20150726_011 di Borghi d’Abruzzo.

E di trekking si parla, perché il complesso monumentale di Bominaco sorge là dove la montagna si drizza, lontano dalle direttrici di traffico di ieri e di oggi. I nostri arditi amici hanno proseguito per una fantastica passeggiata fra i monti, mentre io sono rimasta all’oratorio di San Pellegrino, rapita dai mille particolari che rendono unico questo luogo. Anche l’UNESCO lo sta osservando con attenzione.

Quando diventerà patrimonio dell’umanità e si organizzeranno carovane di pullman per visitarlo, la pace e il silenzio che si godono al suo cospetto, parte integrante del fascino del luogo, verranno forse meno, ma la magia degli interni resterà intatta.

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