L’Osteria da Massimo a Giulianova (TE)

WP_20150627_011L’Osteria da Massimo di Giulianova è uno spettacolo.

Ti senti davvero parte attiva di un cabaret e, in un clima goliardico difficilmente riproducibile, stringi amicizia con gli altri clienti, ridi alle formidabili battute di Andrea, factotum in sala, e assaggi squisitezze tipiche della cucina romanesca che persino a Trastevere possono solo sognare.

Il locale è bruttino (“con tutto quel neon sembra il cesso della stazione” ironizza Massimo, l’inarrivabile chef) e angusto, ma ci sono due o tre chicche che lo rendono caratteristico.WP_20150627_008

La prima: su una cornice elettronica sono proiettate centinaia di vignette ironiche, le migliori del web. Se hai un commensale laconico, puoi distrarti a leggerle scordandoti l’orologio.

Il regolamento dell'Osteria da Massimo di Giulianova
Il regolamento dell’Osteria da Massimo di Giulianova

La seconda: il regolamento, da “leggere attentamente”, è esilarante.

La terza: se sei proprio irrequieto, fra un piatto e l’altro puoi uscire in strada, su via Galilei, di fronte alla stazione, e sgranchirti le gambe. Ci sono anche delle sediacce bianche che fungono benissimo alla bisogna.

Si mangia divinamente. Tutti i cibi sono superlativi assoluti e, per me, ci sono almeno quattro superlativi relativi: il lardo, la carbonara, la trippa e l’amaro sono i migliori che abbia mai assaggiato in vita mia.

I prezzi, al contrario, sono minimalisti, da vera fraschetta trapiantata al mare.WP_20150627_002

Ma andiamo con ordine: l’antipasto, squisito, consta di prosciutto con diversi millimetri di spessore e lardo di Colonnata che si scioglie letteralmente in bocca. Il tutto è accompagnato da un olio strepitoso che enfatizza il sapore degli affettati.

All’Osteria da Massimo decidi tu quanta pasta mangiare in funzione del tuo appetito. Il nostro era significativo e abbiamo ottenuto un cupolone di spaghetti alla carbonara di divina bontà, in cui uovo, pancetta, pecorino e pepe si univano in una miscela esplosiva, di assoluta perfezione.

La pasta alla carbonara più buona che abbia mai mangiato
La pasta alla carbonara più buona che abbia mai mangiato

Nel tavolo vicino al nostro un tipo in canotta, tutto muscoli, ha talmente apprezzato il cibo che per secondo ha preteso un’ulteriore carbonara!

I saltimbocca alla romana
I saltimbocca alla romana

Io, invece, ho optato per i saltimbocca alla romana. La porzione era un po’ scarsa (“se sapessi quanto burro ci ho messo! Questo è il piatto più calorico di tutto il menu”), ma ho prelevato dal piatto di Marco un po’ della sua trippa trionfale.

È un capolavoro questa trippa nera, non sbiancata ma grattata, cotta per complessive tre ore e mezzo, in buona parte in un letto di odori diversi, tra cui trionfa la menta (in Abruzzo, sbagliando, preferiamo la maggiorana), e insaporita con pomodoro, quello buono, e pecorino come se piovesse.

La squisita trippa alla romana
La squisita trippa alla romana

Anche se ormai siamo sazi, o forse proprio per questo, ordiniamo il “male fisico”, la cui natura segretissima viene svelata solo al momento della presentazione al tavolo, ma che è presentata come una bomba calorica che fa digerire. Una contraddizione in termini?

Il "male fisico"
Il “male fisico”

Nossignori, una specialità!

Si tratta di un’antichissima ricetta umbra, secondo la quale pancetta e guanciale, quando, verso aprile, cominciavano a irrancidire in assenza di tecniche conservative adeguate, venivano cotte con olio e aceto. Il sapore si camuffa e, come ben sapevano i latini che concludevano i pasti più impegnativi con un cicchetto di acqua e aceto, la digestione viene favorita.

Massimo, che è felice di presentarci ogni ricetta, si schermisce ai nostri complimenti: sono le materie prime, secondo lui, ad essere di qualità. Con quei sapori, sanno cucinare tutti.

WP_20150627_010“Per esempio” si vanta “ho scoperto l’amaro migliore del mondo e ve lo offro”. Lo distilla, lasciando l’alcool macerare con centoventi erbe diverse, un produttore di Montorio e davvero non smentisce gli entusiasmi di chi ce lo ha proposto. Anch’io che sono astemia ne ho assaggiato volentieri un sorsetto.

Il conto è piccolo piccolo: due antipasti, due primi, tre secondi, una cocacola, vino e acqua per complessivi 38,50 euro, i meglio spesi dell’anno, almeno nel mangiare.

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Un commento su “L’Osteria da Massimo a Giulianova (TE)

  1. Benedetta Colella il said:

    Nuovo pranzo a dicembre: ho invitato qui i compari. Un figurone! Abbiamo mangiato benissimo e posso aggiungere due nuove hits: la mortadella di cinghiale e una squisita coda alla vaccinara ben spolverata di cioccolato fondente!

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