L’Osteria del Sambuco a Cagnano Amiterno (AQ)

Si chiama osteria del sambuco, ma è il regno del tartufo.
Non è neppure troppo difficile da raggiungere questo ridente agriturismo sulla strada regionale che da San Pelino di Cagnano porta a Montereale. Se si arriva da L’Aquila, bisogna solo resistere alla tentazione di svoltare verso l’ingresso con manovra kamikaze e proseguire quella manciata di metri necessaria a raggiungere il bivio per Cagnano, che offre maggiori margini di movimento.
L’accoglienza è cordiale.
Balzano subito all’occhio gli zuccherini immersi in alcool purissimo e aromatizzati con limone o cannella o anice o menta: bisognerà aspettare la fine del pranzo per averli.

Quando capiterà, premuratevi di avere il telefonino a portata di mano: le espressioni (e i colori) sul viso degli amici che lo assaggeranno meritano di essere immortalate.
All’inizio del pranzo, però, si è sobri e si ha modo di discernere la qualità dell’antipasto dell’Osteria del Sambuco.
Tutto è molto buono: il prosciutto e i salumi da avvolgere nelle pizze fritte, i formaggi di qualità accompagnati dalla salsa al tartufo, che ritornerà, assai gradita, col farro e nelle bruschette, una marmellata di pomodori verdi piccante al punto giusto e ancora bruschette con marcetto e fagioli con prosciutto.
L’inno alla coratella del’Osteria del Sambuco da parte degli amici, entusiasti della ricetta e della freschezza della materia prima, mi ha quasi invogliato ad assaggiarla, nonostante detesti fegato e cipolle e quindi il 100% del prodotto finale.
Ho tenuto duro, comunque.
Poi ho ceduto al fascino della polenta, una crema gialla squisita insaporita con funghi porcini e tartufo, che ha avuto il solo torto di decretare il ko finale.
Dopo la ricca porzione non ci è stato possibile proseguire con le carni, che pure, a giudicare dalla costatina e dalla salsiccia che accompagnavano la polenta rossa di Marco, ci avrebbero riservato qualche momento di gioia.
Al dolcino, però, non si può rinunciare.
Sebbene il mio tiramisù, preparato con i classici pavesini (ma erano disponibili anche versioni più ardite con amaretto e con cantuccini), fosse notevole, la torta con cioccolata e pere mi è sembrata ancora più azzeccata. Poco male: uno sguardo d’intesa con l’amica golosa ed ecco una seconda porzione di dolce tutta per noi!

Il conto? 20 euro a testa. Torneremo!

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook

Se cerchi ispirazione, ti invito a visitare anche la pagina Ristoranti e pizzerie

Precedente Pettorano sul Gizio (AQ) e il suo castello Successivo La fattoria degli animali di George Orwell (39/1001)