L’Osteria della Posta a Poggio Picenze (AQ)

L’Osteria della Posta di Poggio Picenze fu per molto tempo il nostro locale preferito.
Lo avremmo scelto addirittura per il mio pranzo di nozze se i miei non si fossero fieramente opposti all’idea di offrire ai parenti un’umile osteria. Forse li avrebbe sedotti di più la formula “Vintage food” che oggi accompagna il logo.
Dopo il terremoto, vuoi per la distanza della nostra casa provvisoria dall’Osteria della Posta vuoi per i lavori di ristrutturazione del ristorante, avevamo perso l’abitudine.
Solo ieri, per San Valentino, siamo tornati al nostro antico amore.
In passato era obbligatorio un menu fisso, comprendente un ricco antipasto, due primi, due secondi, due contorni e un dolce a discrezione della cucina; oggi è anche possibile ordinare alla carta.

Noi abbiamo optato per il metodo antico, per nostalgia, per curiosità (è l’unico modo per sperimentare nuovi sapori) e per convenienza (i 25 euro a persona richiesti per questo pasto sono decisamente ben spesi).
Cecilia, l’abile locandiera, ci ha premiato con un crescendo di sapori: buoni gli antipasti, ottimi i primi, eccellenti le carni.
Il tavolo si è rapidamente riempito di piccoli vassoietti.
Oltre al pane, croccante e saporito, c’erano lonza, prosciutto, mozzarellina di bufala, pecorino e caciotta accompagnati da una buonissima marmellata di fichi, che ne schiacciava un po’ il sapore, marcetto e moretum, una crescenza insaporita con alici tritate, aglio e prezzemolo.


Gli antipasti caldi comprendevano piccoli fiadoni, funghi in umido, peperonata e fantastici finocchi grigliati.
Per primo ci è stata presentata una minestra assoutamente deliziosa, detta Sorgetti e foglie: si tratta di pezzettini di pasta di pane allungati e schiacciati, immersi in un brodo vegetale a base di broccoli sapientemente vivacizzato con un tocco di peperoncino.

Sorgetti e foglie all’Osteria della Posta a Poggio Picenze

Il risultato, che coniuga sapori deliziosi, ingredienti tradizionali e salubrità di materie prime, va necessariamente provato.
Più tradizionale, ma comunque molto gradevole è stata la chitarra con sugo e pezzi di cinghiale, che ci ha definitivamente saziato.

Chitarra con sugo di cinghiale all’Osteria della Posta di Poggio Picenze

Non avremmo potuto mangiare un boccone di più, ma non era possibile rinunciare al filetto farcito con carciofi e speck proposto per secondo. Si tratta di una delle carni farcite più deliziose che io abbia mai assaggiato, anche più del tenerissimo agnello mollicato, che ci è stato servito nell’altro vassoio.
Abbiamo chiesto e ottenuto di gustare con calma, a casa, il giorno dopo queste pregevolissime carni che, anche da asporto, non hanno perso nulla della loro incredibile fragranza.
Il dolce di San Valentino, una creazione artistica fatta con una base di pan di Spagna, mascarpone aromatizzato al cacao e granella, andava completato con un batuffolo di panna un po’ discosto, per esigenze di impiattamento, e mangiato necessariamente in loco.
Nonostante la sazietà. lo abbiamo apprezzato come se fossimo a digiuno. Osteria della Posta, ora che ti abbiamo ritrovato, non ti lasciamo più!

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“Doce Amore” all’Osteria della Posta di Poggio Picenze.
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