Il ristorante Percorsi di Gusto di L’Aquila

A Percorsi di gusto di Marzia Buzzanca sono andata sola.
La cucina d’autore, per me, va gustata in silenzio, con la massima attenzione ai sapori e all’ambiente.
Si tratta di un’esperienza difficilmente replicabile: 39 euro per un pranzo composto da primo, secondo e dolce, senza vino, sono una tariffa assolutamente fuori mercato per L’Aquila.
Per quella somma, si richiede la perfezione e a Percorsi di gusto non tutto è perfetto. Il parcheggio risicato ai margini della trafficatissima via della Croce Rossa, ad esempio, o la sala troppo disseminata di tavoli che, se riempiti tutti, non garantirebbero nessuna privacy sono ben lontani dagli standard di eccellenza che ho in mente.

Molto molto bella è invece una parete da Paese della Cuccagna che rivorrò identica a casa mia.
Che cosa assaggiare?
Anche per i più indecisi, la scelta è rapidissima: il menu è composto di due soli primi e tre secondi. Io ho optato per una gricia, propostami dalla solerte cameriera come piatto del giorno.

La gricia di Percorsi di gusto

L’ho trovata decisamente buona, ma non sorprendente: la salsa ricorda molto la cacio e pepe, a cui è stato aggiunto ottimo e abbondante guanciale. Nonostante il piatto fosse già sapido, alle estremità è stato polverizzato ulteriore pepe per gli amanti dei sapori forti. La gricia, come la intendo io, è un primo più delicato, ma non posso negare che, nell’insieme, questa rivisitazione di Percorsi di gusto, che ai puristi potrebbe spiacere, abbia un suo perché.

Pollo ruota d’oro di Percorsi di gusto a L’Aquila

Il vero piatto rivoluzionario, però, quello che fa gridare al miracolo gastronomico e che giustifica l’esborso finale, è un pollo ruota d’oro concepito davvero come un percorso di gusto.
Il piatto è tripartito: alla sinistra c’è della rucola non condita, al centro una sovracoscia disossata immersa in una buonissima salsina di zafferano e pomodori essiccati, a destra una piccola striscia di liquirizia.
Si mangia “a ruota”, appunto.
Si prende un bocconcino di pollo e, con un primo morso, se ne gusta la dolcezza. Quel che rimane si aromatizza con la liquirizia e il sapore si fa intensissimo. Una forchettata di rucola riequilibra le papille gustative, che sono, così, pronte a ripetere, con meraviglia sempre nuova, questa ruota d’oro trionfale.
E qui avrei potuto fermarmi, tanto più che avevo ancora qualche squisito grissino di focaccia offertomi in apertura.

Tiramisù destrutturato a Percorsi di gusto

Mi sono, però, fatta tentare da un tiramisù destrutturato di Maurizio Santin, servito in calice: cioccolato alla base, amaretti intrisi di caffè al centro e un mascarpone piuttosto insapore a colorare una portata sicuramente molto più bella che buona.
La digestione poco problematica testimonia a favore della qualità delle materie prime utilizzate da Percorsi di gusto.

Se hai gradito quel che hai letto, regalami un sorriso cliccando “mi piace” sulla mia pagina Facebook

Se cerchi ispirazione, ti invito a visitare anche la pagina Ristoranti e pizzerie

Precedente Essere Nanni Moretti di Giuseppe Culicchia (15/2017) Successivo Le sorgenti del Cavuto e le gole del Sagittario (AQ)